Balogun, il bianco della Nigeria: in Nazionale 'grazie' ad una strega

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Leon Balogun ha madre tedesca e padre nigeriano, ha riscoperto le sue radici africane solo dopo aver consultato una strega in Germania.

Ai più attenti osservatori non sarà scappato sicuramente un particolare nella Nigeria ai Mondiali. In squadra, e nella foto di gruppo qui sotto si vede in modo lampante, c'è un giocatore di colore bianco. Si chiama Leon Balogun ed ha una storia speciale, sicuramente 'strana'. 

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E' stato lui stesso a raccontare la sua storia a 'The Players Tribune'. Il difensore centrale della selezione di Rohr ha madre tedesca e padre nigeriano. E' cresciuto in Germania e, per un periodo della sua vita, da ragazzo, ha dato per scontato di sentirsi più tedesco che nigeriano, vivendo lì. Ma qualcosa non andava.

Tralasciando le solite, purtroppo, storie di razzismo, che avranno sicuramente reso la sua infanzia complicata, Balogun non si sentiva completo e realizzato al 100%. Anche nella carriera da calciatore, con i primi passi mossi tra Hertha Zehlendorf, Türkiyemspor Berlino ed Hannover, c'era qualcosa che non andava e alcuni infortuni stavano stoppando sul nascere la sua storia nel calcio. 

Poi ad un tratto tutto cambiò. Sua sorella consigliò a Balogun di andare a parlare con una sorta di strega, che lui stesso non sa come descrivere ma definisce "spooky", ovvero spaventosa, sinistra. 

Un'indovina che, parlando con lui, scava nel suo passato e fa ricordare a Balogun della nonna scomparsa qualche anno prima in Nigeria. Una nonna che lui non ha mai conosciuto, visto che il padre cercava di tenerlo lontano dall'Africa. Nonostante ciò alla sua morte il ragazzo aveva pianto moltissimo, tanto che la madre non capiva. La strega aveva risvegliato in Balogun le sue orgini, la connessione praticamente inspiegabile con sua nonna

Da lì a poco andò in Nigeria, migliorò anche la sua carriera e l'allora commissario tecnico Stephen Keshi lo chiamò per giocare con la Nazionale. In Africa non veniva nemmeno insultato per le sue orgini tedesche, per essere bianco, anzi fu accolto benissimo da tutto, nel calcio e nella vita di tutti i giorni. Oggi è un pilastro della squadra che proverà ancora a qualificarsi per gli ottavi di finale dei Mondiali in Russia.

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