Angeliño ripensa a Guardiola: "Mi ha ucciso, la fiducia è tutto"

Angelino Guardiola GFX
Getty/Goal
Intoccabile al Lipsia dopo l'illusione Manchester City, Angeliño ricorda: "Con Pep mi sono riposato per sei mesi. Ora voglio essere sempre in campo".

Mai troppo a proprio agio al Manchester City, intoccabile per il Lipsia. José Angel Esmoris Tasende, per tutti Angeliño, ha trovato il proprio habitat naturale in Germania. Con tanto di semifinale di Champions League raggiunta nella scorsa stagione. E ora che gioca praticamente sempre, si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

"Mi sono riposato per sei mesi con Guardiola, è stato sufficiente - ha detto ai giornalisti locali - Ora non voglio più farlo. Ecco perché voglio essere sempre in campo. Non mi piace star fuori. Sono grato di poter giocare la maggior parte delle partite, ho avuto abbastanza vacanze". 

Ieri Guardiola, oggi Julian Nagelsmann. Quali sono le somiglianze tra i due?

"A entrambi piace giocare con la palla, rubarla velocemente, ma c'è una grande differenza: uno mi ha dato fiducia, l'altro no. Quindi sono grato a Julian per la fiducia. A volte serve coraggio per schierare un giocatore e con me lo ha fatto fin dalla prima partita".

Fiducia: la parola chiave di Angeliño, che da Guardiola non l'ha mai avuta.

"Mi ha ucciso. La fiducia è tutto. Sono stato giudicato per il precampionato, due partite, e poi non ho avuto la mia possibilità. È difficile giocare una partita ogni due mesi. Ma sono felice che sia successo, così sono potuto venire qui e incontrare Julian.

Al City è stata un'esperienza da 50 e 50. Da un lato ho imparato molto da Pep, mi ha migliorato come giocatore in campo e devo essere grato per quell'esperienza. Ma dall'altra parte non ho giocato quanto avrei voluto o meritato".

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