Andersson a Goal: "Juventus Under 23 progetto giusto per i giovani"

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@mateeeandersson
Mattias Andersson, difensore della Juventus Under 23, a Goal: "Puyol e Chiellini i miei modelli. Sogno di debuttare in prima squadra".

“Zlatan Ibrahimovic significa molto per l'intero mondo del calcio. Ai ragazzi svedesi ha insegnato che con mentalità e abilità si possono fare grandi cose. Ho avuto la possibilità di incontrarlo a un soccer camp quando avevo 12 anni, ricordo che mi autografò la maglietta. Fu un momento davvero bello”. Inizia così la chiacchierata con Mattias Andersson, 21enne difensore della Juventus Under 23, nato a Malmoe. Proprio come l'attuale capitano dei Los Angeles Galaxy. Dai primi calci in terra scandinava al passaggio nel Belpaese. Avvenuto quasi per caso. Si vocifera che nell'estate del 2016, infatti, gli scout bianconeri seguissero altri obiettivi. Poi, come spesso accade in queste dinamiche, ecco cadere l'occhio su un centrale roccioso ma moderno. Decisione tempestiva: acquistare.

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Che cosa ha provato quando ha sentito per la prima volta che la Juventus avrebbe voluto investire su di lei?

“Ricordo che eravamo giunti alla fine della sessione estiva, mi contattò il mio procuratore illustrandomi questa possibilità. Ero emozionato, perché la Juventus è uno dei club più importanti al mondo. Il cuore iniziò a battere forte, con la mente già focalizzata sulla scelta. Non ho avuto la benché minima esitazione”.

Prima una stagione tra le fila della Primavera, ora alla corte della Juventus Under 23. Che ne pensa di questo progetto? Può concretamente aiutare i giovani ad affacciarsi al calcio che conta?

“Sì, lo penso. Perché quando vieni ceduto in prestito, come accaduto nel mio caso nella passata annata in Den Bosch, puoi andare incontro ad alcune difficoltà: soprattutto in termini di minutaggio”.

Nel dettaglio, dunque, è felice di difendere i colori della Juventus Under 23?

“Assolutamente. Ho avuto questa possibilità e l'ho colta con determinazione. Giocare per questa squadra è un privilegio, e sono molto contento della scelta che ho fatto”.

Il cammino, all'inizio, non è stato agevole. Ora, però, la vostra crescita è stata delle più esponenziali:

“L'avvio è stato complicato, perché era tutto nuovo: giocatori, allenatori e staff tecnico. C'è voluto del tempo per diventare, appunto, una squadra. Ma siamo cresciuti e nei mesi abbiamo iniziato a ottenere risultati interessanti”.

Cosa sta apprendendo da mister Mauro Zironelli?

“Molte cose dal punto di vista tattico. Ora, ad esempio, riesco a gestire la mia posizione. So come comportarmi in fase di possesso, così come ho imparato a muovermi quando devo difendere. Insomma, rispetto alle esperienze precedenti credo di essere cresciuto nel modo di interpretare il mio ruolo”.

Il tutto, magari, sognando di debuttare con la prima squadra?

“Mi sono allenato diverse volte con loro. Oltre a essere grandi campioni sono anche grandi uomini, in quanto mi hanno sempre aiutato in tutte le esercitazioni. Da calciatori del genere c'è solamente da imparare”.

La Juventus predilige la concretezza. E lo sta dimostrando concedendo la grande occasione a diversi giovani: Gozzi, Kastanos, Nicolussi Caviglia e Mavididi. Ambisce ad aggiungersi in questa lista?

“Sono felice che molti ragazzi abbiano avuto l'occasione di mettersi in mostra con la prima squadra, è un aspetto importante per tutti noi. Io lavoro per farmi trovare pronto e, certamente, sarebbe bello avere questa chance”.

Dove si vede la prossima stagione?

“Non lo so. Nel calcio tutto può cambiare rapidamente. Ho firmato per la Juventus quando pensavo che sarei rimasto in Svezia. Conta il presente e conta dare il meglio giorno dopo giorno”.

Prendendo come riferimento?

“Carles Puyol e Giorgio Chiellini”.

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