Alejandro Gomez e l'Atalanta: una storia d'amore sbocciata all'improvviso

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Arrivato a Bergamo nel 2013-2014, Papu Gomez è oramai un simbolo dell'Atalanta sia in campo che fuori dal campo.

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Quello tra la città di Bergamo ed Alejandro 'Papu' Gomez , calciatore dell' Atalanta dall'estate del 2014, è un legame che travalica l'aspetto puramente calcistico.

L'argentino, classe 1988, arriva in Italia nell'estate del 2010 al Catania. In Sicilia trascorre tre intere stagioni e concorre in maniera decisiva con i suoi assist e con i suoi goal a portare la squadra etnea a ridosso della zona Europa League.

Nell'estate del 2013 al club rossazzurro arriva però l'offerta di 7 milioni di euro da parte degli ucraini del  Metalist Charkiv e, soprattutto, al Papu viene offerto un ricco contratto quadriennale a 2 milioni di euro a stagione. Un'offerta da non poter rifiutare, anche perchè c'è la prospettiva di partecipare al terzo turno preliminare di Champions League.

Ma le cose non vanno come previsto. Il club, a causa di una sospetta combine in occasione del match di campionato contro il Karpaty Lviv, viene escluso dalle competizioni europee. Gomez, con la sua maglia numero 15 sulle spalle, in campionato colleziona 23 presenze, 3 goal e 6 assist, ma è fuori dal campo che sussistono i problemi maggiori.

La particolare situazione dell'Ucraina, paese in guerra, non fa stare tranquillo il ragazzo e la sua famiglia, che nell'estate spinge per cambiare aria e che vorrebbe o tornare in patria (magari al San Lorenzo) o riapprodare in Italia. Dopo un timido contatto con il Verona, ecco arrivare in poco tempo l'accordo tra la dirigenza ucraina e l' Atalanta, affare da circa 6 milioni di euro e contratto triennale.

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Sin dagli inizi la gente di Bergamo intuisce che ci troviamo di fronte ad un calciatore in grado di poter garantire alla squadra quel salto di qualità che si attendeva da anni ed è per questo motivo che lo consacra subito come leader dello spogliatoio (diventerà capitano) e beniamino della tifoseria. 3 goal nella prima stagione (24 presenze), 7 goal nella seconda (34 presenze).

Ma è nel 2016-2017 che El Papu raggiunge il suo climax in maglia nerazzurra: 37 presenze, 16 goal e 12 assist che si concludono con il quarto posto in classifica finale e con la qualificazione all'Europa League.

Nel corso dell'estate sono molte le voci che lo vorrebbero veder approdare in una big. Ma Gomez e la sua famiglia oramai si sentono troppo a loro agio in quel di Bergamo per cambiare aria. Arriva così il rinnovo di contratto fino al giugno del 2022.

A settembre poi ecco iniziare la tanto attesa Europa League, che viene giocata egregiamente dalla squadra di Gasperini e che ha il suo culmine il 14 settembre del 2017 con la vittoria casalinga ottenuta per 3-0 contro l'Everton. Gomez sigla il goal del 2-0 (saranno 7 le presenze e 2 i goal in Europa).

Due mesi prima arriva anche la soddisfazione di essere convocato per la prima volta dalla nazionale argentina e siglare una rete nel corso dell'amichevole contro Singapore. Ma non è solo il campo a portare felicità e voglia di fare all'argentino.

La sua famiglia si trova sempre più a suo agio nella città bergamasca, tanto da decidere insieme ad altri amici-soci di dare vita ad un progetto innovativo, ossia la costruzione di un club dello sport all'interno del quale poter svolgere diverse attività dal punto di vista motorio-cognitivo, alcune anche molto innovative. Il centro, attivo dall'inizio del 2017, prende il nome di Perform Sport Medical Center.

31 anni il prossimo 15 febbraio, a meno di clamorosi capovolgimenti di fronte concluderà quindi la sua carriera da calciatore con la maglia della Dea. Nella stagione in corso, cominciata con la delusione della mancata qualificazione alla fase a gironi dell'Europa League (sconfitta ai rigori contro il Copenaghen), El Papu, insieme al resto dei compagni, sta niovamente risalendo la china della classifica di Serie A.

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Dopo un inizio complicato, l'argentino sta aumentando anche il tenore delle sue prestazioni (14 presenze, 4 goal e 2 assist in campionato) ma soprattutto rappresenta un punto di riferimento dal punto di vista carismatico e caratteriale per i compagni di squadra ed un simbolo vero e proprio per la società, della quale rappresenta una sorta di ambasciatore. Un aggettivo non utilizzato a caso. Non è infatti utopia immaginare che anche quando appenderà gli scarpini al chiodo Gomez possa continuare a rappresentare la Dea.

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