4-1 alla Juventus a Cardiff, Marotta pronto al riscatto: "Che delusione, ma io imparo..."

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Marotta ha parlato del suo futuro e di quello del calcio: "Non mi vedo in un altro club, ma vorrei dare un contributo alla politica".

Ha vinto tutto in Italia più e più volte, fermandosi ad un passo dall'obiettivo europeo nel 2015 e nel 2015. E' diventato uno degli uomini più potenti del calcio italiano e un punto di riferimento per i giovani dirigenti. Ha fatto, fa e farà scuola: Beppe Marotta è uno dei segreti della rinascita della Juventus post Calciopoli.

Insieme e Paratici ed Agnelli l'amministratore delegato ha costruito una macchina da guerra che in Italia non ha eguali e a livello europeo, invece, è tornata tra le prime cinque: in attesa di provare, ancora una volta, a riscattare le finali di Champions perse contro Barcellona e Real Madrid.

"La delusione più grande di questo periodo è stata la finale di Cardiff" ha confessato Marotta a 'Il Sole 24 ore'. "Ma io tengo sempre a mente una frase di Nelson Mandela che dice Io non perdo mai: o vinco o imparo. E da quella esperienza abbiamo imparato alcune cose.

"Chiamiamolo il know-how che serve per ottenere certi trofei. Un mix di esperienza e di capacità di essere lucidi nei momenti topici. Per cui per noi la sfida riparte. Siamo ancora più determinati".

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Marotta ha detto la sua anche sui maxi trasferimenti, con la Juventus ad esempio capace di spendere 90 milioni per Higuain: "Il calcio d’élite sarà sempre più una forma di entertainment. I calciatori migliori saranno sempre più delle star dello show business.

Vivranno di ingaggi temporanei, come gli attori del cinema, quasi senza più vincoli contrattuali, se non per quel dato spettacolo o per quella data manifestazione. Possiamo non desiderarlo come innamorati del calcio, ma l’economia mondiale spinge in questa direzione".

Ma dove sarà il futuro di Marotta? Unico amore, bianconero: "Di certo non mi vedo in un altro club. Piuttosto vorrei dare un contributo alla politica sportiva, mettere a disposizione la mia esperienza per provare a salvaguardare almeno nel calcio non di vertice quella valenza sociale ed etica che fa dello sport qualcosa di imprescindibile". Vedremo.

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