Carrera si traveste da ds Spartak: "Porterei in Russia Barzagli e Romagnoli..."

Massimo Carrera, primo in Russia col suo Spartak, 'chiama' Barzagli e Romagnoli e spiega: "Punto a ricostruire quel clima che c'era in azzurro agli Europei...".

Si definisce un allenatore "tuta e scarpini, non certo giacca a cravatta. Non lo ero neanche quando giocavo...". Massimo Carrera si racconta in un'intervista concessa al 'Corriere dello Sport'. Dopo l'esperienza in Nazionale, ha portato lo Spartak Mosca in testa alla classifica del campionato russo.

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"Il mio capitano dice che nello spogliatoio volano tavolini? Ha esagerato, non mi sono mai permesso di fare una cosa del genere - puntualizza Carrera - Però se la prestazione, e non il risultato sia chiaro, non mi soddisfa alzo la voce, magari uso qualche trucchetto, batto un pugno sulla porta, sul muro, solo per attirare la concentrazione dello spogliatoio".

In Italia Carrera porterebbe tre giocatori russi: "Uno che mi piace molto è Mikhail Smolov, attaccante, molto forte, del Krasnodar. E credo che in prospettiva possano sfondare Roman Zobnin, centrocampista, e Ilya Kutepov, difensore".

Il percorso inverso, invece, Carrera lo farebbe fare ad uno juventino: "Mi porterei Andrea Barzagli, ho visto l’infortunio, mi dispiace molto. Dicono che assomiglia a me? Abbiamo molto in comune". Dalla Nazionale, invece, pescherebbe "Romagnoli, parola di difensore. Poi Belotti e Immobile, quando giocano danno l’anima".

In Russia Carrera vorrebbe rivivere le cose belle della sua avventura azzurra: "Eravamo una famiglia, tutti uniti, anche chi non giocava. Abbiamo fatto il massimo, l’eliminazione bruciava due volte. Perché sapevamo che ci saremmo divisi, ognuno per la sua strada, la mia avventura con Antonio sarebbe finita dopo 5 anni. E poi potevamo andare avanti".

L'obiettivo a Mosca è proprio quello di "ricostruire quel clima, quella 'famiglia'. Puntiamo a vincere, qui in campionato non ci riescono dal 2001, poi se arriviamo terzi vorrà dire che le altre due sono state più brave di noi ma - conclude Carrera - non dovremmo avere rimpianti né recriminazioni".