Champions League, favola Gent: la sorpresa Milicevic nell'Olimpo dei top

Prosegue la sorprendente favola del Gent, cenerentola di Champions League capace di staccare il biglietto per gli ottavi: il bomber Milicevic è tra i big della competizione.

Messi, Di Maria, Sanchez, Hulk, Sterling. E infine Danijel Milicevic , l’intruso. Tre reti nella fase a girone di Champions, bottino identico a quello dei campioni sopraccitati. Solo che lui era al debutto nella competizione, così come tutti i suoi compagni di squadra al Gent , e come lo stesso club belga. Sono loro una delle grandi sorprese calcistiche del 2015, e non tanto – o non solo – per il titolo di campioni nazionali conquistato lo scorso giugno per la prima volta in 115 anni di storia, ma soprattutto per l’ingresso tra le 16 migliori squadre d’Europa.

Tre vittorie, un pareggio, due sconfitte, 10 punti totalizzati. Lontani sono i tempi nei quali il Gent veniva travolto 7-1 dalla Roma all’Olimpico (Europa League 2009/10). Qualche anima candida potrebbe affermare che il gruppo dei belgi, comprendente Zenit San Pietroburgo, Valencia e Lione, non fosse propriamente un girone della morte, ma rischierebbe di coprirsi di ridicolo una volta lanciata un’occhiata a qualche numero.


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L’undici titolare è stato costruito con 4.65 milioni di euro, il valore complessivo della rosa è di 58.70 (l’unica delle magnifiche sedici ad attestarsi sotto i 100 milioni), il giocatore più quotato sul mercato è il centrocampista Sven Kums , 6 milioni, inserito dalla UEFA nella top 11 della fase a gironi accanto a mostri sacri quali Cristiano Ronaldo, Thomas Muller e Thiago Silva. Kums è un altro intruso nel calcio dei milioni. 

Il Gent è stato il primo club nella storia della Champions League ad essersi qualificato agli ottavi dopo aver raccolto un solo punto nelle prime tre partite. Tra tutti i debuttanti che hanno indossato la maglia dei Bufali, Milicevic è stato quello più efficace, con 3 reti e 1 assist, tutti decisivi per il cammino degli uomini di mister Vanhaezebrouck.

Sua la prima marcatura in Champions nella storia del Gent, nell’1-1 casalingo al debutto contro il Lione; decisivo nel ritorno alla Gerland con la marcatura del pareggio e l’assist per la rete del sorpasso di Coulibaly nel recupero; suo infine il goal che ha piegato lo Zenit nell’ultima giornata. “ Abbiamo fatto grandi cose ”, ha raccontato Milicevic al quotidiano svizzero Il Giornale del Popolo. “ Nessuno di noi aveva mai giocato in Champions League, per cui neppure ci si rendeva conto del livello di qualità di gioco che vi avremmo potuto trovare. Già dalla prima partita però ci siamo resi conto che ce la saremmo potuta giocare con chiunque, e la conferma è arrivata dalla successiva trasferta a San Pietroburgo, che abbiamo perso di misura, imparando però dai nostri errori”.

All’età di 29 anni, Milicevic ha finalmente raggiunto il traguardo di una vita dopo una carriera interamente trascorsa nel sottobosco del calcio europeo. Primi calci nella B svizzera con il  Lugano , quindi nel gennaio 2006 il passaggio all’ Yverdon , prima della decisione di chiudere con il calcio rossocrociato. “ Volevo semplicemente cambiare aria, e si presentò questa opportunità in Belgio, all’ Eupen . Decisi di mettermi in gioco”.

Centro amministrativo della comunità germanofona belga (71mila abitanti quasi al 100% di lingua tedesca) sita nella Vallonia orientale, Eupen è oggi famoso a livello calcistico per essere il club di proprietà della Aspire Academy, il più grande vivaio del mondo, fondato nel 2004 dall’emiro Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, e che nel 2010 è stato protagonista di una massiccia operazione di reclutamento nel continente africano, con oltre 600mila ragazzi africani di età compresa tra i 14 e i 16 anni visionati.

Quello che però l’Aspire non è ancora riuscita a ottenere, ovvero la promozione dell’Eupen nella massima serie belga, era stato centrato dalla precedente proprietà, con Milicevic protagonista grazie a 8 reti e 11 assist. Nell’estate 2011 il giocatore passa allo Charleroi, quindi nel gennaio 2014 arriva la chiamata del Gent. 

Giocatore multiruolo, Milicevic ha iniziato la carriera da ala destra, ma nelle lunga esperienza belga si è trasformato in un giocatore universale, venendo schierato a sinistra, trequartista centrale, interno di centrocampo o anche terzino destro. Nel 3-5-2 del Gent oscilla tra la trequarti e l’esterno (normalmente quello di destra), sfruttando la propria mobilità e la capacità di inserimento.

Piede educato, tiro potente, nella stagione del titolo il 29enne attaccante ha chiuso con 9 reti e altrettanti assist. Una duttilità che lo rendono uno dei giocatori del Gent più appetibili anche per il mercato italiano, se non il più appetibile in assoluto, visto che nel suo caso non ci sarebbe nemmeno il problema della lingua, essendo Milicevic nato a Bellinzona e cresciuto a Osogna, Canton Ticino, Svizzera italiana. 

Dopo la partita di ritorno contro il Lione Milicevic è stato chiamato dal ct della Bosnia Mehmed Bdzarevic, ma il giocatore ha chiesto un po’ di tempo per riflettere. “ I miei genitori sono arrivati in Canton Ticino dalla Bosnia nel 1977 per lavorare. Io sono nato nove anni dopo e, pur non essendo il mio un cognome propriamente svizzero, mi sento elvetico al cento per cento. Ho abitudini del ticinese tipo, il mio desiderio è la nazionale rossocrociata, con la quale ho giocato solo a livello giovanile”.

Nella selezione svizzera da tempo i secondos, ovvero i figli di immigrati, hanno superato gli autoctoni. “ Questa è l’Europa di oggi, guardate la Germania o il Belgio. Non dipende solo dal cognome o dalle origini, ma dalle emozioni che una persona può provare vestendo la maglia della nazionale. E le mie sono chiare. Adesso tocca a mister Petkovic ”. Il prossimo marzo si giocherà l’amichevole Svizzera-Bosnia. Curioso il destino di Milicevic: da signor nessuno a oggetto del desiderio di due nazionali nel giro di dodici mesi.