Il Punto sulla Eredivisie - Janssen show, per il Twente vittoria e sorpasso sul Psv! L'Ajax torna a vincere dopo la rivoluzione Crujiff

La ventinovesima giornata del campionato olandese vedeva contrapporsi i campioni in carica e la capolista del torneo: a decidere è stato il talentuoso centrocampista dei 'Tukkers'.
Ventinovesima giornata: Twente scavalca il PSV, Janssen sugli scudi. Ajax, vittoria dopo la tempesta.

COS'È SUCCESSO - Giornata numero 29 di Eredivisie che si annuncia cruciale per l'assegnazione del titolo nazionale: è infatti in programma la madre di tutte le sfide, ossia Twente-PSV. I campioni in carica contro la capolista, e un solo punto a dividere le due compagini dominatrici d'Olanda, non a caso le uniche ancora impegnate in Europa. È anche un turno fondamentale per l'Ajax, reduce dal terremoto societario causato dalle critiche di Johan Cruijff che hanno portato alle dimissioni in blocco della dirigenza: per Frank de Boer e soci c'è all'orizzonte l'ostacolo Heracles Almelo, squadra reduce da quattro vittorie di fila.

Dunque, è pubblico delle grandi occasioni al Grolsch Veste per il Twente: sugli spalti anche il ct Bert van Marwijk, nonché il tecnico dello scudetto Steve McClaren, che assiste al match insieme all'eclettico presidente Munsterman. Preud'homme deve fare a meno di Janko e può contare su un Ruiz solamente a mezzo servizio e in panchina, mentre il PSV di Rutten è ancora senza il suo bomber Toivonen. Si parte e al 10' il Twente protesta vibratamente (e a ragione) per un fallo di mano di Lens sulla linea di porta incredibilmente non visto dalla terna arbitrale. Il primo tempo è emozionante con occasioni da entrambe le parti (Bakkal e Berg per gli ospiti, e De Jong per i locali) ma termina a reti bianche; la ripresa inizia con un'incursione offensiva di Bajrami del Twente che termina in una conclusione deviata sul palo da Isaksson. La chiave è al 61', con l'ingresso del beniamino Bryan Ruiz proprio al posto di Bajrami: all'honduregno bastano tre minuti, giusto il tempo di entrare in area e guadagnarsi un rigore trasformato dal "solito" Theo Janssen. Al 67' ancora Janssen si inventa un assist eccelso per Danny Landzaat, che da fuori area conclude ancora sul palo. 80' di gioco: il PSV sbilanciato in avanti perde palla a vantaggio di Janssen, che parte dalla propria metà campo verso la porta avversaria; inutili i tentativi dei difensori del PSV di fermarlo, come anche l'opposizione del portiere Isaksson al pallonetto da posizione defilata del centrocampista olandese, un gol da cineteca per il 2-0 Twente. La partita finisce qua, e il Twente compie l'operazione-sorpasso al termine di una delle gare più belle ed emozionanti dell'Eredivisie 2010-2011.

La vittoria del Twente non aiuta l'Ajax, che in cuor suo sperava in un pari: all'ArenA c'è in porta Vermeer al posto dell'altra riserva Verhoeven (Stekelenburg ancora assente). I lancieri spingono, sì, ma in maniera sterile e la prima frazione termina pertanto sullo 0-0; il secondo tempo inizia con un'uscita-kamikaze a centrocampo di Vermeer, che quasi concede a Overtoorn la gioia del gol per il non trascendentale Heracles. Il portiere dei lancieri si riscatta però pochi minuti dopo con una spettacolare parata salva-risultato su Vejinovic. Altrettanto non si può dire del suo collega ospite Pasveer, che al 59' sbaglia il tempo dell'uscita su una punizione innocua di Sulejmani, regalando a Oleguer la gioia del gol. Da quel momento in poi è gioco facile per i lancieri, che arrotondano sul 3-0 grazie alle reti di Siem de Jong e Aras Özbiliz, inframezzate da un gol di Everton - lanciato a rete da un rinvio errato di Vermeer - annullato agli ospiti per un fuorigioco inesistente.

Altri incontri di giornata: crollo interno Feyenoord, battuto dall'AZ Alkmaar per 1-0, mentre Albert Ferrer salva la panchina del suo Vitesse grazie al 2-1 contro il NEC Nimega. Utrecht-ADO Den Haag vede la vittoria dei sorprendenti ospiti per 3-2, stesso risultato con cui il Groningen batte in casa, e a fatica, il modesto VVV-Venlo; il NAC Breda soffre a sua volta, ma espugna per 3-1 il terreno del De Graafschap. Sorpresona ad Heerenveen, dove i ragazzi di Ron Jans, in vantaggio per 2-0 fino al 76', finiscono per perdere 3-2 dall'Excelsior terzultimo in classifica. È infine sagra del gol a Tilburg, che però lascia i padroni di casa con l'acqua alla gola: Willem II-Roda Kerkrade finisce 4-5, coi Tricolores sempre più vicini a una triste retrocessione in seconda serie.

IL TOP - Il Twente non è mancato all'appuntamento più importante, quello che può valere una stagione. E, inutile dirlo, Theo Janssen si è rivelato una volta di più vitale per le fortune di questa squadra: dieci reti e cinque assist per lui quest'anno, e un primato agguantato a cinque giornate dalla fine grazie a una sua doppietta da ricordare, con il secondo gol senz'altro destinato ad entrare nella lista delle migliori reti della stagione olandese.

IL FLOP
- Se da un lato va fatta presente la prestazione notevole del Twente, d'altro canto va sottolineato come il PSV Eindhoven si sia rivelato inadeguato al ruolo di capolista. Sconfitta giusta per il club della Philips, pur favorito da un grossolano errore arbitrale (fallo di mano di Lens al 10' meritevole di rigore ed espulsione), e una compagine che si rivela ancor di più Toivonen-dipendente: i troppi errori sotto porta del suo sostituto Marcus Berg, la cessione invernale di Afellay e l'assenza del lungodegente Reis hanno poi fanno il resto.

LA SORPRESA - La sorpresa della giornata è la vittoria dell'Excelsior ad Heerenveen, da 0-2 a 3-2 negli ultimi 15 minuti di gioco, trascinato da Geert Arend Roorda, due reti insolite per un regista difensivo di ruolo. E non uno qualunque, visto che Roorda è nato e cresciuto ad Heerenveen ed ha militato nel club frisiano fino allo scorso gennaio, quando è stato mandato da Ron Jans a farsi le ossa in prestito in quel di Rotterdam. Probabilmente proprio per le sue origini, i tifosi dell'Heerenveen hanno dedicato cori al loro concittadino già durante la partita. Neanche un fischio, ma solamente applausi, malgrado Roorda indossasse un'altra maglia e abbia contribuito alla sconfitta dei suoi con una doppietta.

TOH CHI SI RIVEDE - Mai titolo fu più azzeccato per Johan Cruijff. Quando la leggenda del calcio olandese mette becco nelle vicende del "suo" Ajax, quasi sempre finisce col condizionarne gli eventi. Tutto ciò dal suo "buen retiro" di Barcellona e senza alcun incarico decisionale, ma coi suoi famosi editoriali settimanali pubblicati dal quotidiano olandese "De Telegraaf" come notevole arma di pressione. I fatti: Cruijff è ora proponente di una rivoluzione in seno al club, con Frank de Boer alla guida del club insieme a due ex lancieri (nonché entrambi ex Inter) come Bergkamp e Jonk, e senza l'attuale assistente Danny Blind, da lui ritenuto inadeguato al ruolo.
L'ex presidente Uri Coronel, al momento di rimettere il mandato, ha definito non a caso l'ex stella orange un "semi-Dio". La sfida è però ancora aperta nel club di Amsterdam tra i pro-Cruijff e gli anti-Cruijff, una sfida che sta finora monopolizzando l'attenzione dei media ben più delle performance in campionato della squadra.

LA CHICCA - Nove reti nella stessa gara: il goal show di Willem II-Roda Kerkrade non è però record di marcature nell'Eredivisie 2010-2011. I più attenti infatti ricorderanno il 10-0 con cui il PSV Eindhoven sconfisse il Feyenoord nella decima giornata di campionato. La sfida di Tilburg è dunque "solamente" al secondo posto in questa speciale classifica, seguita da tre gare a quota otto reti: Groningen-Willem II 7-1, VVV-Groningen 3-5 e Heerenveen-Twente 6-2.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI - Tale padre tale figlio: una frase che calza a pennello per Nikolay Mihaylov, figlio di Borislav, già portiere con oltre cento presenze in nazionale ed estremo difensore della Bulgaria di Hristo Stoichkov ad USA '94. Il giovane Nikolay, classe 1988, è ora il guardiapali del Twente, compagine in cui ha finalmente compiuto il tanto sospirato salto di qualità. Cresciuto nelle fila del Levski Sofia, Mihaylov approda al Liverpool nell'estate 2007: problemi di visto tuttavia costringono i Reds a mandarlo in prestito al Twente, dove il bulgaro svolge un lento ma fondamentale apprendistato alle spalle della bandiera Sander Boschker; il prestito viene quindi rinnovato nuovamente per le successive due stagioni, nelle quali Mihaylov continua a svolgere il ruolo di secondo portiere ed apparire saltuariamente in campo. Nell'estate 2010 il Twente si convince delle capacità del giovane e lo ingaggia a titolo definitivo, promuovendolo come prima scelta proprio davanti all'adesso quarantenne Boschker: scelta azzeccata e confermata dalle prestazioni eccellenti del ragazzo, dotato di reattività e riflessi davvero fuori dal comune. È un portiere destinato a un futuro radioso, che probabilmente vedremo presto in un top team: da tenere in considerazione prima che il prezzo del suo cartellino schizzi a vette troppo elevate.