Inter, le nuove maglie celebrano lo Scudetto 1910, la Pro Vercelli s’arrabbia

«Quello spareggio fu una farsa, serve un’amichevole riparatrice».
Un'amichevole ripara­trice per lasciarsi alle spalle uno sgarbo lontano un seco­lo, tornato d’attualità a cau­sa delle nuove divise dell’In­ter che saranno presentate tra due giorni al Montalban Theatre di Los Angeles. E’ quello che chiedono a Vercel­li dove non dimenticano l’o­rigine di quelle casacche, na­te per celebrare il centenario del primo scudetto nerazzur­ro, arrivato nel 1910 al ter­mine di uno spareggio farsa con la gloriosa Pro Vercelli. I bianchi piemontesi manda­rono in campo i ragazzini per protestare contro la Figc che fissò la data della parti­ta decisiva in concomitanza con un torneo della Nazio­nale piena di convocati del­la Pro. L’Inter vinse 10-3 una gara senza storia fin dal fi­schio d’inizio quando il ca­pitano dei “bianchi”, l’11en­ne Alessandro Rampini (il più vecchio tra i suoi compa­gni ne aveva 14) consegnò all’omologo nerazzurro Fos­sati una lavagnetta per tene­re il conto della goleada. Al 90° l’ironia lasciò il posto al­la rabbia dei tifosi di casa che scagliarono ogni oggetto a loro disposizione contro i nerazzurri scortati dalle for­ze dell’ordine.

«Se fosse successo in una partita tra Juventus e Inter, ne par­lerebbe anche la Cnn - scher­za Alex Tacchini, giornalista della tv locale Quarta Rete Nord -. Ma quella gara ha un’importanza no­tevole anche se ormai pare solo una curiosità per gli sto­rici del pallone. E’ stato uno dei due spareggi scudetto nella storia del calcio italia­no, seguito solo da Bologna-­Inter del 1964. Senza quel­l’ingiustizia la Pro avrebbe vinto 6 scudetti di fila visto che quel tricolore è l’unico mancante nella striscia trionfale iniziata nel 1908 e finita nel 1913. Ed è una conseguenza di quel tram­busto il colore bianco della seconda maglia della Nazio­nale». Quella scelta cromati­ca nacque come ricompensa nei confronti dei giocatori della Pro squalificati in oc­casione delle prime due esi­bizioni dell’Italia per essersi rifiutati di giocare contro l’Inter. «Almeno giocate in bianco per ricordare i miei calciatori», disse il presiden­te del club piemontese, l’av­vocato Bozzino, alla Figc, in quegli anni alle prese con de­licati equilibri di potere tra Milano e Torino. E fu così che il numero uno della Pro convinse gli “azzurri” a ini­ziare in bianco la loro storia.

Fonte: Tuttosport