Generazione di Fenomeni, SPECIALE MONDIALE U20: Mattia Mustacchio, lo scatto Mondiale che porta a Cassano

Ogni giorno andiamo alla scoperta di una delle stelle del Mondiale Under 20 con il profilo dettagliato...
BIO
Nome – Mattia Mustacchio
Data di nascita – 17/05/1989
Nazionalità – Italiana
Altezza – 182 cm
Peso – 76 kg
Ruolo – Attaccante
Squadra – Ancona (in prestito dalla Sampdoria)


Se l’Italia sogna, il merito è soprattutto suo. Mattia Mustacchio ci ha regalato i quarti di finale, estromettendo dal Mondiale la Spagna dei fenomeni. Ma se in campo si cercava un fenomeno, beh, quello era proprio lui. Un ragazzo classe ’89, appena vent’anni, che ha galoppato per 90’ a destra e a manca. E pensare che il suo ruolo, quello di attaccante, un sacrificio del genere non lo richiede spesso. Mattia, da vero eclettico, ha dato all’Italia verticalità e imprevedibilità, oltre a due goal fondamentali. Ma facciamo un viaggio nella vita di un predestinato di lusso.

LA STORIA –
Giocare con una maglia blucerchiata addosso, infatti, è sinonimo di molte cose. Anche se Mustacchio, in verità, la massima serie l’ha vista solo col binocolo. Mattia è nato a Chiari, in provincia di Brescia, nel 1989. Si è formato nel Cologne, società dilettantistica di un paesino lombardo che conta poco più di 7mila abitanti. Da quelle parti, se ami il calcio, cresci nel mito di Inter e Milan. Ma squadre come Brescia e Atalanta sono forse il massimo per ‘sfondare’. Mustacchio fa una scelta di vita: Brescia è casa sua e non la cambierebbe con nessuno. Tanto meno con gli agguerriti rivali della Dea. Nel settore giovanile delle 'rondinelle' ha la possibilità di seguire un percorso di crescita ideale, che nel 2008 lo pone di fronte alla prima vera scelta della carriera. Più che una scelta, un’imposizione. E’ gennaio e il Brescia, per riportare a casa Caracciolo, inserisce Mattia nella trattativa con la Samp.  Sotto la Lanterna, Mustacchio esplode. Fa coppia con Marilungo: li chiamano gemelli del goal. Nel giro di pochi mesi regalano alla primavera blucerchiata Coppa Italia, Campionato e Supercoppa. In Coppa, il ragazzo parte dalla panchina ma è fondamentale per battere l’Atalanta, rivale di sempre. Il destino torna a bussare poco più tardi: Mustacchio piega le mani all’interista Belec nella finale scudetto. E’ giugno e la vita ha già assunto un’altra piega. Mazzarri, in serie A, gli concede solo 5 presenze. La prima è in Samp-Lazio del 29 gennaio 2009. Il diciannovenne è protagonista ai Giochi del Mediterraneo con l’Italia U20 di Rocca ed esordisce in amichevole anche con i major di Casiraghi. La Samp, intanto, si accorda con l’Ancona per un prestito annuale. Ma Mattia non ha tempo: arrivano i Mondiali della consacrazione.

LE CARATTERISTICHE –
Basta vederlo un attimo in azione e capisci di non essere di fronte al solito attaccante. Mustacchio rappresenta l’anomalia: corre, scatta, non si risparmia mai. E aiuta quando c’è da aiutare. Il suo passo è travolgente e la Spagna ha avuto modo di provarlo: agilità e tecnica ne fanno, a tratti, un esterno micidiale. Prova spesso l’uno contro uno e nasconde la palla agli avversari. E’ già formato fisicamente e le sue lunghe leve gli facilitano il compito. Molto bravo negli inserimenti e nelle ripartenze palla al piede, dimostra estrema precisione anche al tiro. Svaria a destra (la sua posizione originaria, ndr) e sinistra. E’ un po’ da svezzare in fase di contenimento e a palla lontana, ma sotto porta può diventare un cecchino. Davvero l’ideale per un tridente votato al goal. Nella Samp potrebbe presto rivestire il ruolo di vice-Cassano. O, perché no, essere complementare a Fantantonio. Tra fenomeni, coesistere è l’ultimo dei problemi.

Paolo Mandarà