Generazione di Fenomeni, SPECIALE MONDIALE U20 - Michelangelo Albertazzi, l'anima giovane del Diavolo

Ogni giorno andiamo alla scoperta di una delle stelle del Mondiale Under 20 con il profilo dettagliato...
BIO
Nome - Michelangelo Albertazzi
Data di nascita - 7/1/1991
Nazionalità - Italia
Altezza - 186 cm
Peso - 73 kg
Ruolo - Difensore
Squadra - Milan


Abbiamo girato il mondo, negli ultimi giorni, con i profili sui migliori talenti saliti alla ribalta nel Mondiale Under 20. Dal Brasile alla Spagna, dal Ghana alla Repubblica Ceca, passando per Uruguay e Nigeria. Per un giorno ci prendiamo una pausa e torniamo a casa, in Italia. Nella Nazionale di Rocca mancano i migliori U20 nostrani (Balotelli & co.), i 21 azzurrini presenti in Egitto sono più o meno tutti volti nuovi. E tra questi - fatta eccezione per i già noti Fiorillo, Raggio Garibaldi e Sciacca - si è imposto all'attenzione degli addetti ai lavori un giocatore in particolare: Michelangelo Albertazzi.

LA STORIA -
Altro che Under 20, qui si rasenta l'Under 18: Albertazzi nasce a Bologna il 7 gennaio del '91, lì in terra egiziana è tra i più giovani. E promettenti. Anche per questo la sua trafila nelle giovanili del club felsineo ha rischiato di interrompersi prematuramente nella primavera del 2005. Appena 14enne Michelangelo finisce nel mirino dell'Arsenal di Wenger, uno che i talenti emergenti li sa scovare come pochi altri nel suo settore. Gli emissari del club londinese piombano in Emilia con un'offerta sontuosa, sul tavolo mettono 250.000 euro all'anno per tre stagioni. Cifre che farebbero vacillare chiunque a quell'età, genitori compresi. Invece i Gunners si vedono costretti a rientrare a Londra con il contratto ancora in bianco, dopo il rifiuto di giocatore e famiglia a trasferirsi in Premier. Scelta ammirevole, soprattutto se confrontata con quelle di altri suoi baby colleghi. L'addio alle Due Torri, però, è solo rimandato. Troppe le big italiane sulle sue tracce, impossibile per i rossoblu opporre resistenza. Il Milan è quella più decisa a scommettere su di lui: il passaggio in rossonero viene perfezionato in due fasi, tra il 2007 e il 2008, per un importo complessivo vicino ai due milioni di euro. Investimento consistente per un ragazzino, sintomo di quanto in Via Turati credano nelle sue potenzialità.

LE CARATTERISTICHE -
Potenzialità impressionanti, in questo caso. Il parallelo con Nesta e Maldini - due giocatori che hanno fatto la storia del Diavolo - scatta inevitabile. Albertazzi ha tutto per emularli, almeno in parte. Grande fisico (da irrobustire ancora un po', magari...), ottimo bagaglio tecnico, buona duttilità: gioca con disinvoltura sia da centrale di difesa che da terzino mancino. E' in possesso di un buon passo, e le sue movenze eleganti ricordano quelle dei grandi stopper del passato. Nel Mondiale egiziano, in particolare, ha messo in mostra il pezzo forte del suo repertorio: il colpo di testa. Metteteci un'elevazione di tutto rispetto, la statura imponente, una senso del goal piuttosto spiccato nonostante il ruolo, ed ecco confezionata una minaccia costante per le difese avversarie su calci d'angolo e punizioni. Già due i goal messi a segno nella competizione iridata fino a questo momento, sulle palle alte è lui il padrone incostratato dell'area di rigore. O meglio, di entrambe le aree di rigore. Al di là delle qualità tecniche, tattiche o atletiche, chi ha avuto modo di conoscerlo è pronto a pronosticare per lui una carriera ricca di successi. Tanto ottimismo affonda le radici in una semplice considerazione: Albertazzi è il classico bravo ragazzo, di quelli con la testa sulle spalle, consapevoli dei propri mezzi, dei propri limiti e di quanto il lavoro possa servire per crescere. Due milioni per un 17enne, al Milan, non li spendono per caso...

Sergio Chesi