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I bianconeri archiviano la pratica qualificazione contro un avversario meno morbido di quanto dica il risultato. Non manca la sofferenza, ma il cinismo premia le scelte di Conte.

La battaglia di Parkhead ha offerto i contenuti che ci aspettavamo: un Celtic che ha cercato di metterla sul piano dell'agonismo, della fisicità, a volte della provocazione, sperando di sopraffare la Juventus, con il contributo del caloroso tifo dei propri tifosi.

Troppo poco per i bianconeri, che ne hanno rifilati tre a domicilio agli scozzesi, disputando la partita con lo spirito giusto e riuscendo a competere sotto ogni profilo, con in più l'indiscutibile tasso tecnico che gli avversari, senza offesa e per amor di verità, possono solo sognare nel loro film più bello.

Ma non che fosse poi tanto facile, attenzione: bisogna ammettere che competere con l'esuberanza  fisica della squadra locale non era cosa alla portata di tutti. Parlare col senno di poi, a risultato acquisito, può essere esercizio comodo, ma per un frangente della gara i bianconeri sono apparsi in affanno nel contenere gli attacchi a testa bassa e il pressing asfissiante della controparte.

LA PARTITA | CELTIC-JUVENTUS 0-3

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

CELTIC
17
7
53%
10
0
3

JUVENTUS
10
4
47%
4
6
3

Tuttavia, la Juventus è riuscita a centrare l’obiettivo, e va dato merito ad Antonio Conte di aver preparato il match in maniera praticamente perfetta. A proposito del tecnico pugliese, cosa diranno gli amanti della statistica spicciola che ne hanno messo in discussione l'influenza positiva, da bordo campo, sui calciatori, per via di una media punti inferiore a quella di Carrera?

Per quel che riguarda le individualità, sugli scudi Peluso che ha riscattato, ancora una volta, gli esordi amari con la maglia della Juventus: ed esordio era anche questo, nell'Europa che conta, in quel di Celtic Park, che tutto è tranne che la casa della felicità. Eppure l'ex atalantino, finchè è rimasto in campo, ha colpito in positivo, soprattutto per la grande sicurezza dimostrata nelle singole giocate, sia in fase difensiva che in quella offensiva.

Menzione speciale anche per Matri: tanto vituperato, a torto, fino a poche settimane fa, adesso giustamente osannato, il centravanti ha ritrovato la forma dei giorni migliori, e il goal attribuitogli (il primo in Europa) è l’onesto riconoscimento per una prestazione maiuscola.

Ad ogni modo, tutti hanno fatto vedere cose buone, chi più chi meno, compreso, ovviamente, il 'principino' Marchisio, migliore in campo ed autore di una prestazione monstre, con una rete segnata - con tanto di arrivederci e baci al litigioso Brown - e l'assist confezionato con chirurgica precisione per Vucinic. La Juventus c'è, e questa vittoria è la terza dedica consecutiva ai detrattori.

Si potrà dire che l'avversario era tra i più abbordabili, peraltro sbagliando, ma la verità è che la Juventus ha vinto e convinto, vestendosi d'umiltà ove necessario, ed affondando gli artigli quando ce n'è stata occasione. Conte a fine partita ha parlato di vittoria basata su valori umani e calcistici: difficile dare un titolo migliore a questa partita.

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