La versione di Blanc non convince nessuno, Thuram lo attacca sulle 'quote etniche': "I migliori scelgono sempre la Francia, guardi a Zizou, Benzema o Nasri"

Alou Diarra, origini maliane, capitano della Nazionale: "Blanc non è razzista e non dice nulla di razzista, è solo esasperato dalla restrizione del parco giocatori".
La questione delle 'quote etniche' ha messo in imbarazzo Laurent Blanc e tanti francesi. A pochi è piaciuta l'idea di cercare una riduzione di neri e magrebini nelle nazionali giovanili transalpine. In realtà, ancora non si è capito di chi sia il progetto, tra smentite e versioni ritrattate, che comunque ha scatenato reazioni a catena.

E la situazioni assume contorni particolari se si pensa che molti dei critici sono amici di Blanc, ex compagni del Mondiale '98, vinto in casa. Prima Deschamps, che non ha voluto credere a un coivolgimento del ct, ora Lilian Thuram.

Il quale, riporta la Gazzetta dello Sport, non esclude le dimissioni di Blanc, nonostante il c.t. respinga con forza le accuse. Secondo la 'Rosa', "tutto nasce da una riunione federale di novembre, in presenza di Blanc, del direttore tecnico nazionale e di vari allenatori delle giovanili. All’ordine del giorno la questione dei ragazzi dal doppio passaporto, che costituiscono il 45% dei calciatori formati in casa e che possono optare in futuro per un’altra nazionale. Fenomeno che indispone la Federazione. Così spunta l’idea di fissare quote per limitare potenziali tradimenti durante uno scambio di vedute vivo e diretto, che qualcuno registra e cinquemesi dopo finisce sul sito Mediapart con un titolo a effetto che scatena un putiferio".

Blanc ha provato ad arrampicarsi sugli specchi, ma di fronte all'evidenza si è dovuto scusare. E in riunione, le sue parole registrate da Mediapart non lasciano spazio a interpretazioni: "Dobbiamo smettere di prendere sempre neri, grandi, grossi e potenti". L’idea del c.t. è di allargare i criteri di selezione in base a "un progetto di gioco" che non si basi più sullo stereotipo del "nero grande e potente". Dunque, un progetto "tecnico e non etnico", con il quale il razzismo non ha nulla a che fare.

Spiegazioni che non convincono Thuram: "Quello dei doppi passaporti è un falso problema perché i migliori scelgono sempre la Francia, Zidane ieri, Nasri e Benzema oggi". A difendere Blanc però scende in campo Alou Diarra, origini maliane, centrocampista del Bordeaux e capitano della Nazionale: "Blanc non è razzista e non dice nulla di razzista, è solo esasperato dalla restrizione del parco giocatori". Il ministro dello Sport, ha escluso per ora l’esonero del c.t.: "Non ho alcun potere sulla sua nomina né sulle sue scelte. Io non scelgo l’allenatoremail direttore tecnico".