Un trequartista per la nuova Juventus: oggi Vidal, domani Shaqiri o Berardi?

Allegri sembra orientato a puntare con decisione sul 4-3-1-2: Vidal, Pogba e Pereyra le ipotesi per il ruolo, seguiti Shaqiri e Berardi per il futuro.
  Romeo Agresti
Corrispondente Juventus per Goal Italia

E’ l’allenatore più “social” del momento, tormentoni trend topic a suon di #fiuuu su Twitter e nuove idee tattiche in campo, Massimiliano Allegri raffigura indubbiamente l’intrigante novità della settimana, svariati punti da sviscerare a partire dal contesto calcistico, senza sottovalutare però quello comunicativo, il tecnico livornese lavora senza sosta per cercare di conquistare il popolo bianconero.
 
Il 4-3-1-2, seguendo l’umore della piazza, ha centrato moderatamente la missione. Il nuovo assetto piace al sommo triangolo – società, giocatori e tifosi – progetto tattico da tempo nella mente dell’allenatore toscano e del suo staff, sperimentato ufficialmente per la prima volta in questa stagione contro l’Olympiacos. Un test per la Juventus, certamente non per l’ex allenatore, tra le altre società, del Milan. Allegri con intelligenza ha lavorato sulle sicurezze dei suoi uomini, non ha spezzato il filo del successo e, soprattutto, velocemente s’è impadronito della fiducia del gruppo. I tempi per dare una svolta si sono accorciati drasticamente, cambiamento doveroso anche a causa di un’involuzione preoccupante sotto il profilo del gioco, pericoloso e dannoso continuare a lavorare su un prodotto creato da altri.
 
Nell’ultimo successo in Champions League c’è tantissimo del nuovo condottiero, c’è innanzitutto un nuovo modulo invocato dai più, ci sono meccanismi di chiaro stampo “allegriano” e c’è, aspetto più importante, il totale gradimento della rosa. Buffon e soci, difatti, al termine della battaglia contro la compagine ellenica hanno espresso tutta la loro soddisfazione. Insomma, il rinnovamento piace. E Allegri, dal canto suo, già nel precampionato aveva architettato questo percorso di crescita, posticipandolo per via dei numerosi infortuni accorsi alla sua compagine.
 
Aria fresca, nuove motivazioni e concrete possibilità di compiere un cammino prestigioso in Europa. Adesso, tuttavia, bisognerà capire se questa trasformazione si consumerà con decisione pure in Italia, lecito aspettarsi che ciò accada in tempi brevi, a maggior ragione considerando che presto, a meno di clamorosi colpi di scena, la Vecchia Signora riuscirà a recuperare diverse pedine preziose, su tutti Martin Caceres. Definito il quadro generale, però, in corso Galileo Ferraris dovranno iniziare a valutare la componente progettuale. Decidere di avviarsi con fermezza sul 4-3-1-2 richiede una scrupolosa analisi, programmare adeguatamente le prossime sessioni di mercato diventa quindi nodale, accompagnando sagacemente il punto di vista dell’allenatore.

A questa squadra manca il classico trequartista, in passato Allegri s’è dovuto consegnare alla creatività per venirne a capo, al Milan ha compiuto un capolavoro con Kevin-Prince Boateng, spostato da mezzala a ficcante elemento offensivo, picco massimo di prestazioni nella stagione 2011-2012. Il tecnico livornese perfino nei momenti più bui sulla sponda rossonera del Naviglio non ha mai rinunciato a studiare soluzioni innovative, giuste e sbagliate, vedi la scelta di far giocare alle spalle degli attaccanti Robinho o addirittura Emanuelson.
 
Il tasso tecnico della rosa bianconera consente ad Allegri di riflettere con la dovuta cautela, martedì sera allo Stadium l’incarico di agire dietro le punte è stato affidato ai piedi d Vidal, in futuro in quella posizione si potrebbe vedere Pogba, così come non bisogna escludere l’opzione Pereyra. Il mister livornese ad ottimizzare le risorse a disposizione è un maestro, in estate – proprio perché proiettato al cambiamento di modulo – avrebbe spalancato volentieri le porte di Vinovo ad un calciatore di pura fantasia, discorso solamente rimandato. La Juventus continua a seguire la situazione di Xherdan Shaqiri (’91) del Bayern Monaco e osserva i contributi di Domenico Berardi (’94) con il Sassuolo. Per continuare a tagliare il cordone ombelicale con il passato.

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