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Berlusconi voleva il goleador invece del bollito Amantino, ma chi è causa del suo mal... "Galliani aveva preso Dzeko, ma i soldi?"

Nella conferenza stampa di presentazione al Milan, Amantino Mancini è apparso finalmente felice dopo i mesi bui passati all'Inter, ma il suo buon umore è durato poche ore, quando la sensazione di essere approdato nell'Eden rossonero-brasiliano è stata cancellata dalle parole di ribrezzo (calcistico) pronunciate nei suoi confronti da Silvio Berlusconi.

Un'esternazione dai toni perentori e non certo sfumata quella del presidente, che ha fatto rumore spegnendo anche il ghigno di Galliani - "l'ho detto anche a lui che non ci serve, non gioca da due anni" - e che tuttavia viene ritornata come un boomerang allo stesso Berlusconi da Gian Battista Olivero nel suo editoriale sulla 'Gazzetta dello Sport'.

"Al posto di Mancini Berlusconi avrebbe voluto un goleador. Al di là del fatto che sarebbe entrato in concorrenza con Borriello, l'uomo-gol Galliani l'aveva individuato già in estate: Edin Dzeko. E' rimasto al Wolfsburg perchè i 25-30 milioni richiesti sono una cifra esorbitante per il Milan".

"In realtà - continua il giornalista della 'rosea' - si possono fare tutte le discussioni del mondo, considerare Mancini bravo o inutile, ma alla fine si torna al punto di partenza: il buco è stato aperto dalla cessione di Kakà. Indispensabile per le casse del Milan, ma dannosa dal punto di vista tecnico. Quando rompi un paio di pantaloni, se hai soldi li compri nuovi, se non ce li hai metti una toppa e speri che reggano. Il Milan adesso può soltanto mettere toppe...".

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