Dramma Abidal, stavolta non ci sarà un commovente 'comeback' sui campi di calcio. Il verdetto dell'epatologo è impietoso: "E' assolutamente impossibile che torni a giocare"

"Non per il trapianto, ma perchè per il resto della vita avrà difese immunitarie basse. Rischierebbe di contrarre una malattia, come la polmonite, che lo ucciderebbe".
Il mondo blaugrana, e il calcio mondiale in generale, sono sotto shock per l'annuncio dato ieri dal Barcellona sulla necessità per Eric Abidal di sottoporsi ad una nuova operazione per cercare di tamponare il tumore al fegato che lo sta tormentando e che sembrava fosse stato risolto definitivamente con il precedente intervento di asportazione.

Stavolta il giocatore francese dovrà sottoporsi ad un più impegnativo trapianto di fegato - l'operazione non è stata ancora fissata, Abidal è in lista di attesa - e sembra difficile rivedere una scena come quella che commosse il mondo in occasione dell'ultima finale di Champions League, quando Puyol lasciò al compagno, tornato prodigiosamente a giocare a tempo di record dalla prima operazione, il privilegio di sollevare la coppa da capitano.

Più che difficile, il nuovo 'comeback' viene giudicato impossibile da Gaetano Ideo, epatologo clinico alla 'Madonnina' di Milano, intervistato sulla questione dalla 'Gazzetta dello Sport': "Se Abidal potrà tornare in campo? Lo escludo. Assolutamente no. Non per il trapianto, ma perchè per il resto della vita avrà difese immunitarie basse. Potrà fare attività fisica, ma non da professionista. Rischierebbe di contrarre una malattia, come la polmonite per citarne una, che lo ucciderebbe".

Quanto all'aspetto più propriamente 'medico', Ideo precisa: "Essendo un soggetto forte, e considerati i progressi medici, l'operazione non durerà più di 7 ore. In 15 giorni sarà dimesso dalla clinica, poi però dovrà sottoporsi a una lunga serie di cure. Dovrà curarsi per tutta la vita. E se il rischio di rigetto ormai è molto debole, c'è invece la possibilità che sviluppi una epatite di tipo C. Il tumore? E' tornato una volta, quindi potrebbe ricomparire. Ma si tratta di un atleta, con capacità fisiche notevoli e struttura robusta, quindi le cure che seguiranno dovrebbero abbassare notevolmente il rischio di ricomparsa".

Insomma, per il 32enne difensore francese la partita per la vita è appena all'inizio.