Papà Pasquale: «Macheda può essere il Van Basten italiano»

L’Inghilterra ai piedi del talento romano dello United. «Il Manchester ci ha dato tutto, ma Federico resta un tifoso laziale».
E’ il mo­mento di Federico Macheda. Tutta l’Inghilter­ra s’inchina di nuovo a un italiano, i me­dia esaltano il goal «historic» firmato dal dicias­settenne talento romano che ha riportato il Manchester United in vetta alla classifica. È ba­stata mezz’ora a Kiko, come lo ha soprannomi­nato suo cugino e come lo chiamano parenti e amici, per entrare di diritto dalla porta princi­pale nella gloriosa storia del club di Old Trafford. Prelevato dal set­tore giovanile della Lazio nel 2007 appena com­piuto il 16° anno di età - come da norme Fifa - , in questa stagione ha già segnato 18 goal con la squadra riserve. «Lo United presenta il suo nuo­vo eroe, Federico Macheda», titola l’autorevole Times, mentre il Daily Mirror sostiene che Kiko «si è meritato un ango­lo di immortalità per aver giocato per mezz’ora come una leggenda immediata».

Papà Pa­squale, 36 anni, ascendenze spagnole, reggino di nascita e romano d’adozione, invita alla calma: «Sono contentissimo per il gol di Fe­derico, ma davvero non capisco tutto questo bac­cano. Sembra che giornali e tv si siano comple­tamente scordati che due delle tre reti dello Uni­ted le ha segnate Cristiano Ronaldo, Pallone d’Oro, Scarpa d’Oro e neo-capocannoniere della Premier League... Il Manchester ci ha dato tutto e saremo eternamente grati a questa società. Il lavoro? Io non faccio nulla se non occuparmi a tempo pie­no di mio figlio. Così mi ha chiesto la società. Kiko resta un tifoso della Lazio, quando torniamo a Roma, se possiamo, andiamo a vedere i biancocelesti. Uno dei suoi migliori amici è l’attaccante Mendicino, della Primavera laziale. Qui a Manchester ha ovvia­mente legato con l’ex giallorosso Davide Petruc­ci, altro romano classe ’91. Fra l’altro vanno in­sieme a scuola d’inglese».

Ma a chi assomiglia Macheda? Papà Pasquale ricorda che «nel cuore di Federico c’è il grande Marco Van Basten. Speriamo possa ripercor­rerne le gesta. L’Italia? Tutti gli italiani hanno nostalgia della loro terra, ma Kiko ora deve sol­tanto lavorare e crescere. Nel 2011, quando gli scadrà il contratto, vedremo se qualche club no­strano vorrà richiamarlo in patria... ».

Fonte: TuttoSport