La fidanzata di Morosini all'obitorio per il riconoscimento della salma: "Sembrava sorridesse, era bellissimo"

La poco più che ventenne fidanzata dello sfortunato giocatore del Livorno stamattina ha dovuto ottemperare tra le lacrime all'obbligo di legge del riconoscimento.
Quanto sia straziante la storia personale di Piermario Morosini, morto in campo ieri durante Pescara-Livorno e già duramente provato dalla vita nei suoi primi 25 anni (aveva perso entrambi i genitori e poi il fratello, che si era suicidato 16enne), lo mette in evidenza - con un ulteriore pugno nello stomaco - il fatto che l'obbligo di legge, puramente formale, del riconoscimento della salma ha dovuto essere espletato dalla fidanzata, in assenza di altre persone (la sorella di Morosini è gravemente malata),

E così la giovanissima Anna V, giocatrice di pallavolo poco più che ventenne, è arrivata da Bergamo, accompagnata da amici suoi e del giocatore, per recarsi all'obitorio di Pescara, dove da ieri giace il corpo senza vita del centrocampista non ancora 26enne.

All'uscita, la ragazza prima ha spiegato che l'autopsia verrà effettuata domani mattina, poi è crollata in lacrime e singhiozzando ha detto: "Sembrava sorridesse, era bellissimo. Piermario adorava giocare sotto la pioggia, mi diceva che la palla ha bisogno di un trattamento diverso. Ieri è stato così. Sono sicura che fosse felice, il calcio e quel pallone davano un senso alla sua vita, oggi questo sole e questo vento caldo accarezzano il mio viso e quello di tutti i suoi amici e familiari. Ringrazio tutti per la vicinanza".

All'obitorio si è visto anche Mirko Frattali, calciatore del Verona e grande amico del giocatore del Livorno, giunto a Pescara non appena possibile dopo essere rimasto in panchina contro il Bari. "Erano amici fraterni - ha spiegato il padre di Frattali - Piermario era stato diverse volte a casa nostra. Un mese e mezzo fa Piermario e mio figlio nel corso di un weekend di vacanza erano stati in Spagna a vedere una partita di Lionel Messi".

Commosse anche le parole di Simone Barone, centrocampista del Livorno e campione del mondo nel 2006: "E' un momento duro e difficile, anche perché Mario era un ragazzo sempre con il sorriso, che veniva al campo sempre con la voglia di scherzare anche se nella sua vita aveva avuto problemi familiari. Fin da ieri a Pescara ci è stato dimostrato grande affetto da tutto il mondo del calcio. Mario è sempre qui con noi, è un grande. Lo vogliamo ricordare così. Sono stato molto felice di averlo conosciuto anche se da pochi mesi, abbiamo perso un ragazzo eccezionale. Tutta la squadra sta pensando a lui alla sua ragazza, alla famiglia, per loro noi ci saremo sempre"

Commoventi anche le poche parole espresse da Luca Mazzoni, il secondo portiere del Livorno: "Morosini è entrato in campo dicendo 'Dai andiamo a fare questo risultato'".

E' anche per questo, forse, che la tragedia di Morosini arriva dritto al cuore. Il 'Moro' era un ragazzo di 25 anni che amava giocare a calcio, prima ancora che un calciatore professionista. Uno come tanti, uno di noi.