Brescia-Torino 2-1: Le "Rondinelle" VOLANO in SERIE A!!!

Le reti del trionfo portano la firma dei simboli Possanzini e Caracciolo!
Un grande Brescia non trema e non fallisce il suo secondo match-point (il primo fallito a Padova nell'ultima giornata di campionato) per salire in serie A. Al “Rigamonti” il Torino non ripete l'impresa che gli era riuscita a Modena nella semifinale col Sassuolo e così resta condannato a un'altra annata di purgatorio. Per tifosi del Toro non resta che augurarsi una prossima stagione meno tribolata e non forzata alla rincorsa disperata come avvenuto da gennaio in avanti. Una cavalcata eroica ma fatalmente dispendiosa. Ai sostenitori del Brescia il dolce gusto della festa e dei caroselli in giro per la città.

In campo – Iachini cambia gli interpreti del suo 3-5-2 inserendo in regia Cordova che nelle precedenti gare era stato lasciato in naftalina preferendogli Budel (oggi squalificato) e De Maio in difesa al posto dell'altro squalificato Mareco. Nel Toro recuperano alcuni infortunati e uno di questi va in campo dal primo minuto. E' Pestrin che completa con Genevier, Rubin e D'Ambrosio il centrocampo alle spalle del trequartista Gasbarroni.Salgado (che uscirà per infortunio dopo 20') è la spalla di Bianchi.

Si gioca –
Il clima di tensione e nervosismo che ci si trascina da tutta una stagione e sopratutto dalla gara d'andata permane anche nella serata bresciana, “aiutata” anche dall'accoglienza tutt'altro che amichevole degli ultras di casa nei confronti del pullman granata. Il match parte subito a mille all'ora con Bianchi che dopo meno di un giro di lancette impensierisce Arcari e con il Toro che sembra avere un certo predominio del campo. E'solo un'illusione perchè già al 5' Vass potrebbe sbloccare il risultato, ma la sua sventola è alta di poco. Fino alla mezz'ora si assiste a duelli ruvidi e  battibecchi verbali ma poche occasioni degne di nota, se si escludono un tiro largo di Caracciolo e un colpo di testa di D'Ambrosio che finisce in curva. La partita si infiamma al 32' quando una strepitosa punizione di Cordova viene deviata da un super Morello sulla traversa. Ma il gol delle rondinelle è nell'aria e arriva due minuti dopo quando Gasbarroni si intestardisce in un'azione personale che lo porta a perdere palla. Parte così il contropiede fulminante condotto da Bega assistito da Caracciolo e Possanzini con quest'ultimo che conclude la travolgente manovra con un destro “alla Del Piero” su cui stavolta Morello non può nulla.  Il Toro accusa il colpo e non riesce a reagire se non con un fendente da fuori di D'Ambrosio (il migliore dei suoi) e poi con un tocco fuori misura dello stesso mediano che non approfitta dell'uscita avventata di Arcari. Il Brescia potrebbe invece raddoppiare con Rispoli che solo a tu per tu con Morello calcia debolmente addosso al portiere. E così il primo tempo finisce col secondo cambio forzato per Colantuono che deve sostituire Pestrin con l'ex Barusso.

Il Toro riparte con grande vigore schiacciando per i primi venti minuti il Brescia anche se le occasioni latitano e Arcari non deve correre troppi pericoli. Il Brescia si limita a controllare e l'andamento del secondo tempo è molto simile ai primi 45'; gli ospiti a premere con orgoglio e gli uomini di Iachini minacciosi in contropiede. La prima palla gol è anche quella che decide la gara e la qualificazione: un cross in area crea i presupposti per l'ingenuo fallo di Ogbonna su Caracciolo (trattenuta). Dal dischetto l'Airone non perdona e sigla il 2-0 oltre che il suo 25esimo sigillo stagionale (primo nei play-off 2010). Si scatena una rissa che porta all'espulsione di D'Ambrosio, per sua fortuna appena uscito dal campo, e di un altro componente della panchina quale Hatemaj. Quando la partita sembra finita con il Toro in ginocchio, stanco e demotivato, arriva la rete della speranza firmata da Arma che sfrutta un'altra uscita maldestra di Arcari, oggi non impeccabile. Gli ultimi minuti sono il classico fort apache da parte di chi deve segnare un gol per restare in vita ma il Brescia si difende con ordine e porta a casa l'obbiettivo dopo cinque stagioni di purgatorio cadetto al termine di una stagione che l'aveva vista in serie A fino agli ultimi novanta minuti della regular season prima della disfatta di Padova. Quella delusione non ha però scalfito il lavoro di Iachini e del suo staff che al termine, in mezzo alla folla, afferma “di aver sempre creduto nel lavoro dei suoi ragazzi e che questa promozione è personalmente più bella di quella conquistata alla guida del Chievo nel 2008”. Gli applausi vanno anche al Torino, protagonista di una stagione altanenante, fallimentare fino a gennaio e poi risollevata col mercato di riparazione che ha portato quindici giocatori nuovi e nuova linfa a un gruppo che anche oggi si è meritato l'applauso della curva Maratona, oggi “trapiantata” al “Rigamonti”.

La chiave -  La regia di Cordova è determinante per innescare le punte bresciane che oggi non hanno le polveri bagnate come nelle precedenti partite di play-off. Fondamentale anche quando il cileno si esibisce con le sue proverbiali punizioni fermate solo da un grande Morello.

La chicca
– Dopo cinque stagioni il Brescia del presidente Corioni ritrova la massima serie. L'ultima serie A portava il nome e le gesta di Roberto Baggio, il cui ritiro portò nel baratro le rondinelle. Cinque stagioni per costruire una squadra vincente arroccata su capitan Possanzini e sul “colpo” Caracciolo, determinanti oggi e in questa stagione. Un traguardo meritato per il presidente, che aveva sempre affermato di voler riportare il Brescia in A prima di lasciare il calcio.

Top&Flop – Il duo d'attacco del Brescia è la chiave di volta del match. Abulici e assenti nelle altre tre partite di play-off oggi si sono assunti tutte le responsabilità e hanno preso per mano la squadra verso il traguardo più importante. Deludente Bianchi che, forse sovraccaricato di aspettative dopo le polemiche dell'andata, non riceve rifornimenti e si vede pochissimo in zona gol. E se manca lui i gol sono una chimera.

Fabio Frongia

TABELLINO

BRESCIA-TORINO 2-1

RETI: 34' Possanzini (B), 66' Caracciolo (B), 86'Arma (T)

BRESCIA (3-5-2): Arcari 5.5; De Maio 6, Bega 6.5, Martinez 5.5; Rispoli 5.5, Vass 6.5, Cordova 7 (81' Lopez s.v.), Baiocco 6, Zambelli 6 (73' Berardi 6); Possanzini 7.5, Caracciolo 7 (85' Kozak s.v.). A disposizione: Viotti, Paghera, Manzoni, Hatemaj. All. Giuseppe Iachini 7.

TORINO (3-4-1-2): Morello 7; D'Aiello 6, Loria 5.5, Ogbonna 5.5; D'Ambrosio 6.5 (68' Scaglia 5.5), Génévier 6, Pestrin 5 (47' pt Barusso 5.5), Rubin 6; Gasbarroni 6; Salgado s.v. (25' Arma 6.5), Bianchi 5. A disposizione: Gomis, Garofalo, Rivalta, Statella. All. Stefano Colantuono 5.5.

ARBITRO: Rizzoli 6.5

AMMONITI: Loria (T). De Maio (B), Ogbonna (T), Genevier (T), Zambelli (B), Rubin (T)

ESPULSI: Hatemaj (B), D'Ambrosio (T), Barusso (T)