Angelozzi se ne va, ma al Lecce si sapeva da tempo: "Lascio una squadra fortissima"

Il ruolo dell'ex direttore sportivo sarà assorbito dal tecnico De Canio.
Non è stato un fulmine a ciel sereno. Dei problemi tra Angelozzi e il Lecce si sapeva già da tempo. Non liti o incomprensioni sul mercato, ma scelte societarie che hanno portato alla revoca del suo ruolo, ossia quello di direttore sportivo. La società pugliese ha da tempo determinato un nuovo asset societario: a farne parte è anche l'allenatore Gigi De Canio, nella nuova veste di manager.

Un modello simile a quello inglese, che affida al tecnico responsabilità maggiori in ambito gestionale e decisionale. E grossi incarichi di mercato. Angelozzi, insomma, non serviva più. Anche se la separazione non ha creato scorie eccessive: "Ci siamo lasciati da buoni amici e ringrazio la famiglia Semeraro per l'opportunità che mi ha concesso in questi tre anni e mezzo di collaborazione". Che sarebbero stati anche cinque, se il buon Guido fosse rimasto fino al 2011, data di scadenza del contratto.

"Rispetto la scelta della società di affidarsi ad un tecnico con mansioni da manager - recita Angelozzi dalle colonne del Corriere dello Sport -. Ho portato avanti il mio lavoro con professionalità fino alla fine, nonostante si sapesse come sarebbe andata. Del mio periodo leccese ricordo alcune trattative che hanno consentito al Lecce di rimanere nell'elite del calcio: la cessione di Vucinic, che ha fruttato 20 milioni, ma anche quelle di Ledesma, Cassetti, Osvaldo e Pellé. Per il futuro, invece, scommetto su Mazzotta, giocatore preso in prestito quest'anno dal Palermo. In definitiva lascio all'allenatore una delle tre squadre più forti del campionato di B".

Il rapporto tra Lecce e ds si è appena chiuso. Senza troppi rimpianti. Anche le storie più belle sono destinate a finire.