Jorginho da Oscar: sua la miglior regia in Serie A. Per il Napoli... e l'Italia?

Lanciato dal Napoli, Jorginho si candida ad un posto in Nazionale con vista Euro 2016. Nessun dualismo con Verratti e Marchisio: se fosse il trio ideale per Conte?

Antonio Conte ha già deciso che lascerà la Nazionale dopo Euro 2016, così come ha già deciso - anche se mancano comunicazioni ufficiali - che ripartirà dal Chelsea. Il tempo delle decisioni, però, non è ancora finito. A poco meno di 100 giorni dall'Europeo restano ancora scelte importanti da fare. Su tutte, una: con quale modulo giocherà l'Italia in Francia?

E' la madre di tutte le domande, la discriminante secondo cui andrà stilata la lista definitiva dei 23 convocati. Il doppio test con Spagna e Germania, ormai alle porte, rappresenta l'ultima occasione per sperimentare, fare "laboratorio", sciogliere gli ultimi dubbi su sistema di gioco e uomini su cui puntare. Il successo della spedizione francese, in buona parte, si costruisce oggi.


LEGGI DI PIU': Ag. Jorginho: "Seguito dai top club" | Albiol e Callejon: rinnovo?


C'è un giocatore che si sta giocando al meglio le sue carte in questa lunga volata azzurra, più di tanti altri. E' nato a Imbituba, profondo sud del Brasile, ma da ormai 10 anni vive in Italia. Qui da noi, Jorginho è diventato prima uomo, poi calciatore. E non è mai stato così forte come in questo momento.

La sua crescita aveva impressionato già in autunno , quando il suo boom inaspettato era coinciso con quello altrettanto sorprendente del Napoli di Sarri. A distanza di diversi mesi, Jorginho ha superato anche la prova più delicata. Quella della costanza di rendimento.

In Palermo-Napoli Jorginho è stato il migliore in campo: 164 passaggi, 93% completati, le redini del gioco sempre saldamente tra le sue mani. Al netto di qualche fisiologico passaggio a vuoto nel corso dell'annata, il brasiliano ha avuto un ruolo da protagonista praticamente in tutte le partite degli azzurri.

In Serie A nessuno ha giocato più palloni di lui e nessuno può vantare la sua precisione. Una pass accuracy superiore al 90% con 2666 passaggi all'attivo è un dato clamoroso, anche in considerazione dello stile di gioco del Napoli: baricentro altissimo e giocate in verticale molto frequenti. Quello di Jorginho non è un compito facile.

La statistica che più di tutte certifica la maturazione dell'ex Verona è però un'altra: il numero di palloni recuperati, secondo soltanto al dato di Magnanelli tra i centrocampisti con almeno 900 minuti giocati in questo campionato. Jorginho, inserito in un contesto che lo ha inevitabilmente aiutato, sa sempre cosa fare. Con o senza palla.

Il contesto. A volte nel calcio fa tutta la differenza del mondo. Ed è l'unica spiegazione razionale, oggi, ai dubbi di Conte su una chiamata di Jorginho in azzurro.

Il regista classico non è un dogma intoccabile per Conte. Lo è stato con il miglior Pirlo a disposizione, non lo è più da quando 'il Maestro' si è abituato ai ritmi compassati della MLS. Negli ultimi due anni la Nazionale ha giocato in alcune occasioni con il 4-4-2, oppure con un mediano come De Rossi a dirigere il traffico in mezzo al campo.

Verratti, il miglior playmaker nostrano, non si è ancora imposto come regista indiscusso della Nazionale perchè, di fatto, non è più il suo ruolo. Nel Paris Saint-Germain è diventato un leader giocando da mezzala destra, lì dove Blanc lo ritiene più efficace e meno 'dannoso', con la sua tendenza a rischiare troppo spesso davanti alla difesa.

Jorginho, insomma, si inserisce in un contesto in cui la sua convocazione potrebbe avere senso, fino a rappresentare una possibile quadratura del cerchio. Considerata la stagione piuttosto opaca delle nostre mezzali (da Parolo a Soriano) non è fantacalcio ipotizzare un'Italia con Verratti e Jorginho contemporaneamente in campo, con Marchisio - adattato di lusso in regia nella Juventus - riportato al ruolo che preferisce, quello di 'mezzo' sinistro.

Proprio un anno fa, di questi tempi, Conte regalava una chance in azzurro a Valdifiori, l'uomo a cui Jorginho ha strappato il posto da titolare del Napoli. Nell'ora delle decisioni importanti, un segno del destino può sempre essere d'aiuto.

Segui Sergio Chesi su

>