Cruijff duro su Balotelli: "Colpa dell'educazione, per me chi non è educato non gioca"

L'ex campione olandese Johan Cruijff ha un'opinione di Balotelli tutt'altro che lusinghiera: "Se si comporta male è per l'educazione che gli è stata data".

Più o meno a sorpresa, il CT dell'Italia Antonio Conte ha richiamato in Nazionale anche Mario Balotelli, nonostante l'attaccante del Liverpool stia attraversando un momento tutt'altro che felice. E proprio riguardo SuperMario la leggenda del calcio olandese, e non solo, Johan Cruijff, che lunedì ha presenziato a Como all'inaugurazione di uno dei suoi centri sportivi 'Cruijff Court', ha un'opinione tutt'altro che lusinghiera.

"Si parla sempre della persona - ha affermato Cruijff come riferisce la 'Gazzetta dello Sport' - Io preferisco parlare di educazione della persona. Balotelli non si comporta bene e dobbiamo chiederci perché. Per me, se uno non è educato, non gioca. Per me, non è colpa del giocatore, ma della squadra che lo fa giocare. Il problema non è Mario, ma l'educazione che gli è stata data. Se fosse stato educato in un certo modo, oggi non si comporterebbe così".

Ben diverso il parere di Cruijff su Andrea Pirlo... "Lui è fantastico - ha detto - Ha una superiore visione di gioco e con un colpo mette la palla dove vuole. Il calcio si gioca con la testa. Se non hai la testa... Le gambe da sole non bastano".

Sul calcio italiano in crisi, poi, l'ex campione olandese, ha una sua opinine... "Ho capito che l'unica squadra in grado di superare la crisi è la Juventus - ha spiegato Cruijff - Perché la Juve ha una filosofia diversa, ha costruito lo stadio di sua proprietà, una cosa molto importante, che le permette di gestire meglio il suo bilancio. Le altre squadre italiane non hanno soldi e ciò si riflette in molte situazioni: i club investono di meno nel calcio di base, acquistano meno campioni. La Serie A deve diventare più attrattiva, oggi in tv si vede qualunque campionato. Una volta l'Italia era conosciuta soltanto per il catenaccio. Vinceva, ma vincere non è sufficiente, la gente va alla partita perché vuole divertirsi. Se vuoi soltanto guadagnare, c'è il rischio di ritrovarsi con lo stadio vuoto".

Più complicata, invece, la situazione per Milan, di cui egli stesso aveva indossato la maglia in occasione di un 'Mundialito', nel 1981, e Inter... "E' difficile giudicare da fuori - ha detto ancora Cruijff - Però i club devono essere amministrati da gente di calcio, non da amministratori di aziende. Molti problemi del calcio nascono dal fatto che tanti dirigenti non conoscono la materia, ne ignorano i dettagli".

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