L'Italia esce e implode: si dimettono Prandelli e Abete

Cesare Prandelli ha annunciato le sue dimissioni dopo l'eliminazione da Brasile 2014. Anche Abete lascia la sua poltrona. E' l'anno zero del calcio italiano.
Cesare Prandelli in conferenza stampa dopo la sconfitta dell'Italia contro l'Uruguay, costata l'eliminazione dal Mondiale di Brasile 2014, ha affermato di aver presentato le proprie dimissioni da commissario tecnico della nazionale azzurra.

Prandelli ha confermato di sentirsi l'unico responsabile del progetto tecnico che ha fallito questa spedizione iridata, rassegnando clamorosamente le dimissioni: "Al termine della partita ho parlato con il presidente federale, con Albertini e Valentini e gli ho detto che presenterò le mie dimissioni, che sono irrevocabili".

Il commissario tecnico uscente, ormai, parte con un vero e proprio sfogo: "Quando ho firmato il rinnovo del mio contratto sino al 2016 abbiamo forse voluto nascondere quelli che sono i problemi del calcio italiano. Abbiamo anche subito delle aggressioni dal punto di vista verbale, c'è anche chi ci ha visto come un partito politico che ruba i soldi ai contribuenti. Anche per questo motivo voglio rassegnare le mie dimissioni. Ripeto, la mia decisione riguarda principalmente l'aspetto tecnico. Ma da quando ho rinnovato il contratto ci hanno considerato come un partito, pur sapendo che la federazione non prende i soldi solo dallo Stato".

Laconico il commento su Mario Balotelli: "Balotelli rientra nel progetto tecnico, io l'ho scelto ed io per questo motivo mi dimetto perchè non è stato un progetto tecnico vincente".



Il Mondiale è sfuggito contro la Costa Rica: "Abbiamo perso il Mondiale nel match contro la Costa Rica, lì non siamo stati bravi a far funzionare le cose nonostante abbia messo 4 attaccanti. A certi livelli è importante sia la tecnica che la fisicità. Dal punto di vista della preparazione sapevamo che era difficile poter trovare il modo di giocare che hanno le sudamericane. Quando partivano partivano con velocità superiore rispetto alla nostra, il nostro calcio in questo periodo non produce questo tipo di giocatori. Ha funzionato contro gli inglesi, non ha funzionato contro le altre squadre".

A sorpresa, assieme a quelle di Prandelli, sono arrivate anche le dimissioni del presidente federale Abete, presente accanto al selezionatore non solo per fini 'd'immagine': "Ha detto di volersene andare, ho intenzione di convocare il Consiglio federale quando rientreremo in Italia. Spero che lui possa ritirare le dimissioni, perchè penso che oltre alla bruttezza del risultato è stato fatto il possibile all'interno di quello che è il livello di competitivà del nostro calcio in questo momento".

Abete prova a riabilitare il lavoro di Prandelli: "Abbiamo fatto un ottimo europeo, un'ottima Confederations, delle belle qualificazioni, non sono risultati che possiamo non prendere in considerazione. Andrò al Consiglio federale anche con le mie dimissioni irrevocabili, non perchè mi senta responsabile, perchè credo che abbiamo fatto tutti il massimo, ma perchè voglio favorire un livello riflessione sul futuro del calcio italiano. E' il mio settimo Mondiale, avevo già preso questa decisione già prima dell'inizio del Mondiale a prescindere dal risultato, lo faccio con grande serenità". E' tempo di voltare pagina.