Profilo - Senna Miangue, il gigante belga che fa sorridere l'Inter

L'Inter ha forse, finalmente, trovato un terzino sinistro da crescere e coccolare. Senna Miangue ha già convinto tutti, ma la strada è ancora lunga.

L'Inter convive ormai da anni con una radicata mancanza di esterni difensivi nella sua rosa. L'ultimo terzino destro che ha lasciato un sorriso al pubblico nerazzurro è stato Maicon, sulla fascia opposta, invece, bisogna scavare ancor di più nel passato. Ecco perché Senna Miangue rappresenta per il futuro una speranza da aspettare e coccolare sapientemente. 

LA SUA STORIA

Belga, nato ad Anversa, ma di origini congolesi. Senna Miangue ha nel suo DNA il pallone, visto che anche il padre è stato un calciatore. E proprio a quest'ultimo deve l'origine del suo nome, visto che era un grande fan di Ayrton Senna.  Classe 1997, inizia la sua carriera tra le fila del Beerschot, società calcistica con sede proprio ad Anversa. L'Inter lo visiona con Pierluigi Casiraghi, responsabile degli osservatori esteri del settore giovanile nerazzurro, che non ci pensa due volte e lo porta subito a Milano nel 2013. Con i nerazzurri gioca subito negli Allievi, dove resta per un anno. Poi comincia ad essere promosso in Primavera, con mister Vecchi che a poco a poco gli fa assaggiare il campo.

Ed infine, esordisce in Serie A  il 28 agosto 2016, prendendo il posto di Santon nel pareggio casalingo contro il Palermo. Queste le parole di Miangue dopo aver toccato per la prima volta il prato di "San Siro": "L'emozione era grande, magari si è anche notato in partita ma il mister mi ha aiutato molto. Ringrazio i miei genitori e la mia ragazza, oltre che l'allenatore che mi ha dato fiducia". Insomma, Roberto Mancini gli ha fatto assaporare l'aria della prima squadra, Frank de Boer sembra volerci puntare seriamente. 

Parallelamente all'avventura in nerazzurro, Miangue ha cominciato a scalare anche tutta la trafila delle Nazionali giovanili. Under 15, 16, 18, 19 fino a rappresentare un punto fisso dell'Under 21. Senna è l'ennesimo esempio di una selezione che continua a sfornare talenti su talenti da almeno otto anni, e che non sembra intenzionata ad interrompere il flusso.

SCOUTING REPORT

Senna Miangue è un terzino sinistro un po' atipico. Basta guardare la sua conformazione fisica: 192 cm e 82 kg ne fanno un potenziale difensore centrale, ed infatti in passato ha spesso ricoperto questo ruolo. Può giocare benissimo anche da terzo centrale in una difesa a tre. Ma, a dispetto di questa stazza, al belga non manca certo la velocità, né la tecnica. Meno rapido nello stretto, più a suo agio lungo tutto la fascia. Senna Miangue, a differenza di quasi tutti gli altri terzini dell'Inter, arriva con regolarità al cross; solo ed esclusivamente con il mancino, ma davanti a sé ha tutto il tempo necessario per affinare anche l'utilizzo dell'altro piede.

Se c'è una cosa che certamente non manca al giovanissimo nerazzurro, questa è la personalità. Tutte le volte che Frank de Boer lo ha chiamato in causa, ha sempre provato a gestire il pallone con tranquillità, senza mai limitarsi al 'compitino'. Entrato negli ultimi minuti nella gara contro la Juventus, Miangue ha fermato Dybala come un veterano, prima di dribblarlo in scioltezza e ripartire: il tutto al limite della propria area. Lo stesso si è verificato nella prima da titolare contro il Bologna, dove si è fatto notare per serenità e intraprendenza, spiccando rispetto al compagno di reparto Davide Santon.

STATS&FACTS

FUTURO 

L'Inter lo ha appena scoperto a questi livelli e, dopo averlo fatto esordire in Serie A, ha subito preparato un prolungamento di contratto per altri quattro anni. D'altronde quando ti assicuri un allenatore come Frank de Boer, sai che i giovani talenti presenti nella tua rosa vengono fatti maturare come si deve. Miangue ha già scavalcato nelle gerarchie Nagatomo, titolare fisso invece con Mancini. E si appresta a fare lo stesso pure con D'Ambrosio.

Adesso il giovane belga non si pone limiti e, a soli 19 anni, vuole prendersi con regolarità una maglia da titolare nell'Inter. Lo stesso dicasi per il Belgio: se l'esplosione in Italia dovesse continuare a dare i suoi frutti, c'è da giurare che ben presto il tandem Martinez-Henry porti Miangue in Nazionale maggiore. Il futuro è tutto del ragazzotto che sfreccia sulla fascia come Ayrton, idolo del padre, faceva in pista.