Profilo - Sadiq Umar, il gigante nigeriano che ha stregato Garcia

Andiamo alla scoperta di Sadiq Umar, attaccante nigeriano della Primavera della Roma che ha già trovato il goal anche con la prima squadra...
SADIQ UMAR | La Scheda
Club Roma
Ruolo Attaccante centrale
Data di nascita 2 febbraio 1997
Altezza/Peso 192 cm / 75 kg
Nazionalità Nigeria
Valutazione 2.5 milioni di euro

Il settore giovanile della Roma è da sempre uno dei migliori a livello nazionale, capace di sfornare in continuazione diversi talenti: in primis ovviamente il Capitano, Francesco Totti, oltre naturalmente a Daniele De Rossi e, ultimo in ordine cronologico, anche Alessandro Florenzi, che ha vissuto soltanto una parentesi lontano dalla capitale in quel di Crotone.

Anche ora vi sono diversi giovani da tenere d'occhio nella Primavera giallorossa allenata da Alberto De Rossi: uno di questi è il 18enne nigeriano Sadiq Umar , arrivato in prestito con diritto di riscatto lo scorso luglio dallo Spezia e già da qualche mese nell'orbita della prima squadra con il tecnico Rudi Garcia che sembra credere molto in lui per quanto concerne il prossimo futuro.

NIGERIA - Sadiq Umar nasce calcisticamente nell'accademia più importante del suo Paese, fondata dall'imprenditore italiano ed attuale presidente dello Spezia, Gabriele Volpi: la Football College Abuja è diventata in pochi anni il punto di riferimento per i giovani calciatori nigeriani, un vero e proprio serbatoio di talenti.

E' qui che muove i primi passi, assieme a Nura, altro giovane di cui la Roma si è accorta e che sta facendo le fortune della squadra Primavera. In patria segna subito reti a grappoli, ed è davvero difficile non ammirare le sue qualità: fisico longilineo ma grande potenza ed instinto del goal che non passano inosservati.

Volpi ovviamente piomba su Sadiq e lo porta nel suo Spezia in Italia, una grande chance per il giovane per mettersi in mostra in un ambito sicuramente più competitivo e di livello.

SPEZIA - Fin da subito viene aggregato alla Primavera spezzina, e dimostra di non subire minimamente il passaggio in un contesto più difficile rispetto a quello precedente: l'impatto con la nuova realtà è a dir poco strepitoso, e si rivela come uno dei migliori interpreti del campionato.

Nonostante fosse impiegato come esterno in un centrocampo a cinque, Sadiq non perde l'istinto da killer dell'area di rigore e i numeri di fine stagione lo dimostrano: sono addirittura 26 le reti messe a segno in 27 presenze, una media incredibile di praticamente una rete a partita, intervallata inoltre da una breve esperienza alla Lavagnese in Serie D per motivi di tesseramento.

L'avventura in campionato dello Spezia, si conclude ai quarti di finale contro la corazzata Roma: è proprio in quell'occasione che Alberto De Rossi si innamora a prima vista del gioiello africano, tanto che nel mese di luglio la società giallorossa decide di acquistarlo.

ROMA - Prestito oneroso a 500mila euro e diritto di riscatto fissato a due milioni e mezzo: è questa la formula con cui Sadiq si è trasferito nella Capitale, una somma che molto probabilmente verrà pagata al club ligure in virtù delle ottime prestazioni offerte anche con la maglia dei giovani laziali.

Sì, perchè l'impatto di Sadiq è stato devastante: da esterno si trasforma in punta centrale e segna addirittura un poker contro i pari età del Napoli, una tripletta contro il Lanciano e una doppietta all'Ascoli, ben nove marcature in appena tre presenze che rappresentano una bella cartolina al tecnico della prima squadra Rudi Garcia, che così inizia ad accorgersi di lui.

La definitiva consacrazione avviene nella Youth League, precisamente durante il match contro il Bayer Leverkusen: giallorossi che strapazzano i tedeschi per 5-1 e, protagonista assoluto, manco a dirlo è proprio il nigeriano con tre reti d'autore. Due arrivano con dei precisi diagonali mentre l'ultima è frutto di un'imperiosa elevazione che mette in forte evidenza tutti i suoi 192 cm.

GIA' A SEGNO IN PRIMA SQUADRA - La scintillante prestazione in campo europeo è il vero e proprio trampolino di lancio verso la prima squadra, con Garcia che inizia a convocarlo stabilmente rimandando però ogni qual volta il suo esordio: Dzeko, Salah e Gervinho non sono infatti propriamente dei clienti comodi da escludere, così come le 'riserve' Totti e Iago Falque.

I continui problemi fisici del Capitano, oltre agli stop forzati dell'egiziano e dell'ivoriano, consentono però a Sadiq di scalare molte posizioni nelle gerarchie, tanto che fa il suo ingresso in campo per la prima volta in Serie A all'89' di Bologna-Roma, entrando al posto di Iturbe sul punteggio di 2-2 (che poi sarà anche il risultato finale).

Troppo poco però per mettersi in mostra con i 'grandi', che intanto ne beccano sei dal Barcellona in Champions: contro l'Atalanta arriva un'altro stop, ma il giovane nigeriano stavolta ha l'opportunità di giocare la mezz'ora finale, essendo entrato per sostituire Iago Falque al 62'. Qualche buona giocata e nulla più, il tutto naturalmente condizionato dalla scarsa vena della squadra giallorossa che non aiuta di certo un 18enne alle prime esperienze importanti.

Tre panchine consecutive, poi la favola diventa realtà: Garcia lo manda in campo nei minuti finali della delicatissima gara contro il Genoa e Sadiq lo ripaga con un goal di testa che mette il sigillo alla fondamentale vittoria giallorossa.

COSA C'È DA MIGLIORARE - L'idea che ci siamo fatti di Sadiq Umar è che il futuro sia ovviamente tutto dalla sua parte, e che incrementando il minutaggio in prima squadra possa acquistare sempre più esperienza e sicuramente occasioni del genere non gli mancheranno.

In un calcio sempre più fisico, serve però che migliori e di tanto il suo: è gracilissimo, e qualche chilo in più lo renderebbe davvero un gigante in tutti i sensi, anche se le premesse attuali non sono di certo malvagie.

Se continuerà ad andare in rete con questa regolarità impressionante, confermando il suo senso del goal da bomber vero, non avrà per nulla problemi a diventare uno dei prossimi potenziali craque del nostro calcio. Garcia ne è già rimasto folgorato, ora però tocca a lui dar ragione alle convinzioni del tecnico francese.