Profilo - Leandro Paredes, un 'Mago' per la Roma: garantisce Sabatini...

Tutto su Leandro Paredes, colpo targato Sabatini: cresciuto nel mito di Riquelme, a Roma troverà un maestro come Totti. Nel Boca è stato frenato dagli infortuni e non solo...
LEANDRO DANIEL PAREDES | La Scheda
Club Boca Juniors
Ruolo Trequartista
Data di nascita
29 Giugno 1994
Altezza/Peso 182 cm/75 kg
Nazionalità Argentina
A chi assomiglia Riquelme, Zidane

Da erede di Riquelme ad allievo di Totti: potrebbe essere questa la traiettoria di Leandro Daniel Paredes, trequartista classe 1994 sul quale la Roma ha messo le mani in queste ore. Un colpo che probabilmente non ha avuto finora la giusta risonanza: dopo aver portato in Italia Lamela, Sabatini strappa al campionato argentino un altro talento purissimo, destinato a diventare uno dei migliori enganche del Sudamerica.

L’OMBRA DI ROMAN – Nato a San Justo, cittadina ad ovest di Buenos Aires, Paredes è stato portato all’età di 8 anni nella cantera xeneize da Ramon Maddoni, un’autorità in Argentina in fatto di talenti: da Riquelme a Tevez, c’è il suo zampino in tutte le maggiori scoperte del Boca. Ed è proprio Riquelme, da buon boquense, il grande idolo e modello di Leo, che con Roman ha anche un altro legame particolare: suo zio Luis Paredes aveva vestito nelle giovanili la maglia numero 10 dell’Argentinos Juniors, dividendo lo spogliatoio proprio con ‘El Mudo’.

I paragoni con Riquelme si sprecano sin da quando il talento di Leandro comincia a luccicare nelle giovanili del Boca e nelle varie Under argentine. Ma sarà proprio la sua somiglianza tecnica e tattica con la leggenda xeneize a frenare l’ascesa in prima squadra di Paredes...

START&STOP – Il 7 novembre 2010, a soli 16 anni, Leo viene lanciato in prima squadra da Claudio Borghi, che lo fa esordire nei minuti finali di Boca Jrs-Argentinos Jrs. E’ però con Falcioni, nel corso del Torneo Inicial 2012, che Paredes esplode, conquistando una maglia da titolare, complice anche il vuoto lasciato dall’addio di Riquelme.

In molti spingono per affidargli la storica numero 10 in vista del Torneo Final ma lo scenario cambia drasticamente ad inizio 2013: sulla panchina del Boca torna a sedersi Carlos Bianchi e a stretto giro di posta anche Riquelme fa il suo ritorno alla Bombonera, riprendendosi numero di maglia e posto in squadra. Paredes scivola in panchina, collezionando solo 9 presenze in tutto.

Se possibile, le cose peggiorano col passare dei mesi, anche e soprattutto a causa dei problemi fisici di Leo, che a luglio si procura la rottura dei legamenti della caviglia, infortunio che lo tiene lontano dai campi fino a novembre. A dicembre poi l’ennesimo stop: frattura da stress al quinto metatarso del piede destro, prognosi di due mesi.

SCOMMESSA DI SABATINI – Nonostante un tribolato 2013, l’interesse dei club europei non è mai scemato. Il Milan lo ha seguito per molti mesi (Braida è un suo convinto estimatore), Fiorentina e Juventus ne hanno monitorato la crescita ma è soprattutto la Roma ad aver corteggiato a lungo il talentuoso trequartista, pupillo di Walter Sabatini, profondo conoscitore del mercato sudamericano.

Proprio come con Lamela, il ds giallorosso è riuscito a bruciare la concorrenza, strappando il giocatore al Boca in prestito per 18 mesi con diritto di riscatto fissato a 4,5 milioni di euro, anche se Paredes, essendo extracomunitario, non potrà essere tesserato dalla Roma fino a giugno e dovrà essere ‘parcheggiato’ ad un altro club in attesa della nuova stagione. Una parentesi che potrà aiutare il ragazzo a riprendersi dall’infortunio e a conoscere il calcio italiano.

Le condizioni d'acquisto però sono ottimali per la Roma, che potrebbe ritrovarsi tra le mani un autentico crack con un investimento tutto sommato modico considerando le potenzialità del gioiellino argentino.

UN 'MAGO' PER LA ROMA – Dalla prossima estate dunque Leo potrà rubare i segreti del mestiere a un maestro come Francesco Totti, dopo essere stato per anni allievo di Riquelme. Mezzapunta dalle incredibili doti tecniche e dal buon fisico (180 cm d’altezza), cresciuto nel mito di Roman ma anche di Zidane, Paredes negli anni è stato impiegato anche da esterno sinistro o da regista.

E’ però dietro le punte, tra le linee, che le sue doti risaltano: tocco di palla, visione di gioco, precisione e timing dell’ultimo passaggio rendono l’ormai ex Boca un 10 da palati fini, che riesce ad abbinare istinto e razionalità nelle giocate. Non è rapidissimo, ma compensa questo limite grazie alla spiccata velocità di pensiero. Come spesso accade con i giovani dotati di tecnica sopraffina (non a caso è soprannominato ‘El Mago’) tende ad esagerare con colpi ad effetto come tacchi e rabone.

In Italia dovrà cercare di limare anche gli spigoli caratteriali, che ne hanno un pò condizionato l’ascesa: alterna ancora lampi di genio a momenti in cui tende a sparire dal match e ad innervosirsi, e non a caso il commissario tecnico della Nazionale Under 20 Trobbiani motivò la scelta di non convocarlo per il Sudamericano Under 20 definendolo "lagunero e irregular", incompleto e discontinuo. Un diamante da sgrezzare: ma la stoffa è di primissima qualità...

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