La Storia della Coppa del Mondo: 1970

Ripercorriamo le edizioni passate dei Mondiali...
BACKGROUND

Dopo il primo successo della storia dell'Inghilterra quattro anni prima, l'elite del calcio si sposta verso i climi soleggiati del Messico nel 1970 per la prima Coppa del Mondo tenutasi al di fuori di Europa e Sud America. 16 squadre parteciparono al torneo, che era anche il primo ad essere trasmesso a colori sulle televisioni del pubblico di tutto il mondo.  
 
PRIMA FASE
 
Il calcio d’inizio delle partite regolato su ordine della televisione europea, il calore e l'umidità del Messico, insieme all’altitudine di alcuni luoghi, sono elementi che hanno giocato certamente un ruolo importante. I padroni di casa riuscirono di superare il gruppo A, nel quale il Messico arrivò in testa insieme all'Unione Sovietica con cinque punti (la vittoria non valeva ancora 3 punti). La Nazionale di El Salvador uscì dal torneo a testa bassa, avendo perso tutte e tre le partite senza segnare un gol, anche se la partita contro il Messico - una vittoria per 4-0 per i padroni di casa – fu la prima assoluta nella storia della Coppa del Mondo tra due squadre dello stesso continente che non fosse Europa o Sud America. Il gruppo B fu teso e combattuto, nessuna squadra riuscì infatti a segnare più di due goal. L’Italia avanzò per prima nonostante l’unica rete segnata nel girone fosse stata quella di Angelo Domenghini dopo 10 minuti della partita inaugurale contro la Svezia. Gli svedesi persero il posto nei quarti di finale, finendo dietro l’Uruguay per differenza reti, i cui soli due goal nella fase a gironi erano arrivati nella prima partita contro Israele, debuttante in Coppa del Mondo. Inghilterra e Brasile superarono un affascinante gruppo C, e il loro scontro nella fase a gironi fu il culmine della prima parte del torneo. La Seleçao passò in vantaggio dopo 59 minuti con un gran goal Jairzinho, che stabilì poi un record segnando in tutte le partite della fase finale dei Mondiali. L’Inghilterra chiuse al secondo posto battendo sia la Cecoslovacchia sia la Romania per 1-0. I rumeni terminarono al terzo posto, mentre i cechi finirono come fanalino di coda del gruppo dopo aver perso tutte e tre le partite del girone, nonostante sia col Brasile sia con la Romania fossero passati in vantaggio. Il Gruppo D rivide finalmente in azione il Marocco nella fase finale di Coppa del Mondo dopo il ritiro dall’edizione del 1966. I nordafricani furono anche al comando per un tempo contro la Germania Ovest fino ai gol nella seconda metà di Uwe Seeler e Gerd Muller che ribaltarono la sfida. 'Der Bomber' proseguì verso la conquista del titolo di cannoniere del torneo, segnando una tripletta nel 5-2 con cui la Germania Ovest demolì la Bulgaria e mettendo a segno tutte e tre le reti nella vittoria per 3-1 contro il Perù. I sudamericani riuscirono lo stesso ad approdare tra le migliori otto, riuscendo a segnare 3 goal contro la Bulgaria nella partita d’apertura dopo essere stati sotto per 2-0, e battendo il Marocco con 3 reti segnate in 10 minuti.

QUARTI DI FINALE
 
Le quattro vincitrici dei gironi furono accoppiate contro le quattro seconde nei gruppi finalisti: i quarti di finale furono ricchi di spettacolo, con 17 gol in quattro partite. Il primo quarto di finale sembrava potesse essere deciso dal lancio di una moneta, poichè l'Uruguay e l'Unione Sovietica rimasero bloccati sullo 0-0 fino ai tempi supplementari. Nel minuto 116 della partita però, Victor Esparrango segnò e mandò “La Celeste” in semifinale per la prima volta dal 1954. Il Brasile di Mario Zagallo dovette sudare parecchio per ottenere il posto tra gli ultimi quattro, superando il Perù, allenato da Didi -che aveva vinto nel 1958 e 1962 la Coppa del Mondo al fianco di Zagallo. Una doppietta di Tostão aiutò la Seleçao a battere per 4-2 i peruviani, tra le cui file si ricorda l'entusiasmante Teofilo Cubillas. Dall'altra parte del tabellone, l'Italia capitò contro il Messico, che andò in vantaggio e restò in partita fino all’autogoal di Pena. Gli italiani passarono avanti quando Gigi Riva segnò nel secondo tempo (il primo gol di un giocatore azzurro dopo 323 minuti) e finirono per vincere con il netto punteggio di 4-1. Nell’ultimo quarto di finale la Germania Ovest incontrò l'Inghilterra in una ripetizione della finale del 1966. Per gran parte del match sembrò che i “Three Lions”, portatisi sul 2-0, avrebbero avuto la meglio ancora una volta, ma con due goal tedeschi in 22 minuti si andò ai supplementari, e Muller segnò la sua ottava rete del torneo al minuto 108 con cui eliminò gli inglesi.  
 
SEMIFINALI
 
La prima semifinale fu tutta sudamericana, con il Brasile che incontrò l'Uruguay e si trovò costretto ad inseguire dopo la rete di Luis Cubilla al 14’. Il Brasile si riordinò e gli uomini di Zagallo approdarono in finale vincendo per 3-1. Nell’altra semifinale, l'Italia giocò un classico con la Germania Ovest. I finalisti del 1966 ripresero la partita per i capelli, portandola ai supplementari sul risultato di 1-1, ottenuto allo scadere. Ma furono gli azzurri ad arrivare in finale chiudendo la partita sul 4-3 dopo i tempi supplementari.

FINALE
 
In uno scontro di stili di calcio, con il gioco spettacolare del Brasile che si contrapponeva al catenaccio e all’organizzazione difensiva dell’Italia, la Seleçao fece una performance davvero memorabile e sconfisse gli azzurri per 4-1, ottenendo il terzo titolo Mondiale.  
 
EROI&CATTIVI
 
E 'difficile citare solo il meglio dal grande Brasile che vinse il torneo. Jairzinho segnò in tutte e tre le partite del girone e in ogni sfida successiva, diventando il primo giocatore a segnare in tutte le partite della Coppa del Mondo, mentre Tostão superò un brutto infortunio all’occhio poco prima del torneo riuscendo a segnare due volte nei quarti di finale. Milioni di persone in tutto il mondo apprezzarono il genio unico di Pelè, che segnò il 100° gol del Brasile in Coppa del Mondo nella finale contro l'Italia. La sua esultanza con Jairzinho da allora è diventata l’icona dei Mondiali. Impossibile non citare Gerd Muller, autore di 10 reti, di cui sette nella fase a gironi, prima di eliminare l'Inghilterra nei quarti di finale con un goal nei tempi supplementari. Mise a segno gli ultimi due nella semifinale contro l’Italia, ma questa volta non bastò a far andare avanti i suoi. Un altro eroe del torneo fu il difensore centrale e capitano dell’Inghilterra Bobby Moore. Solo pochi giorni prima della partita con la Romania, Moore era stato ingiustamente accusato di furto di un braccialetto in una gioielleria a Bogotà e fu costretto a rimanere in arresto in Colombia, mentre il resto della squadra si recò in Messico: l'incidente si trasformò in uno scandalo internazionale. Moore si mise alle spalle l’accaduto quando le accuse furono ritirate, e gli fu permesso di raggiungere i suoi compagni.

DA RICORDARE
 
La vittoria del Brasile per 1-0 contro l'Inghilterra nella fase a gironi resta nella memoria di molti tifosi di calcio, e molti media l’hanno definita 'la finale che non c’è mai stata'. Bobby Moore al termine di una grande prestazione contro la Seleçao si scambiò la maglia con Pelè, in un periodo in cui questo gesto era quasi sconosciuto. Il portiere inglese Gordon Banks compì forse il più grande intervento di tutti i tempi per mandare un colpo di testa di Pelè sopra la traversa, ma alla fine Jairzinho riuscì a batterlo risolvendo la sfida. La semifinale dell’Italia con la Germania Ovest non sarà mai dimenticata dai tifosi delle due nazionali, che in 120 di partita – in cui Franz Beckenbauer giocò un’ora con una spalla lussata - hanno vissuto tutta la gamma di emozioni possibili. Un gol di Roberto Boninsegna sembrava aver messo gli azzurri sulla strada verso la finale, ma successivamente i tedeschi avevano colpito la traversa e sfiorato il goal con un tiro salvato sulla linea, prima di pareggiare nei minuti di recupero con Karl-Heinz Schnellinger. Il solito Gerd Muller mandò avanti i tedeschi nei supplementari, ma Tarcisio Burgnich e Gigi Riva riportarono gli azzurri in vantaggio per 3-2. La parità fu ristabilita da Muller al 110’ minuto, ma pochi secondi dopo Gianni Rivera segnò il 4-3. Questa volta non ci fu modo per la Germania Ovest di pareggiare, e il risultato non cambio più fino alla fine. Il coronamento del torneo fu la finale. La posta in gioco era ancora più alta, questa volta, in quanto entrambe le squadre giocavano per ottenere il loro terzo mondiale e portare a casa per sempre il trofeo. Pelè aprì le marcature nel primo tempo con un colpo di testa, ma Boninsegna pareggiò prima dell’intervallo.  Il Brasile tornò dagli spogliatoi con ancora più grinta, abbagliando la folla con il proprio calcio spumeggiante, e si portò in vantaggio con un tiro da lontano di Gerson dopo 66 minuti. Cinque minuti più tardi arrivò il 3-1, quando Jairzinho segnò da pochi passi, ma il goal migliore fu tenuto per ultimo: Pelè ricevette palla da Jairzinho e la servì istintivamente a Carlos Alberto, che la mise nell’angolo lontano della porta italiana. Otto giocatori furono coinvolti nell’azione che vide il difensore brasiliano Clodoaldo saltare quattro giocatori italiani da solo, e la Seleçao arrotondò la vittoria per 4-1 nella finale di Coppa del Mondo con uno dei più grandi goal della storia del torneo.  

MARCATORI
 
10 - Gerd Muller  
7 - Jairzinho  
5 - Teofilo Cubillas  
4 - Pele  
4 - Anatoliy Byshovets