Roma, Spalletti rivela: "Vermaelen ha la pubalgia, valutiamo con calma"

Luciano Spalletti alla vigilia del lunch match tra Torino e Roma, sottolinea: "Ho un rispetto speciale per i granata. Per me Dzeko arriverà a quota 20 goal".

Il poker al Crotone ha riscattato la Roma dal bruciante ko di Firenze, ma il prossimo scoglio da superare è di quelli delicati: nel 'lunch match' del sesto turno, i giallorossi fanno visita al Torino.

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Luciano Spalletti, nella conferenza della vigilia, ha fatto il punto sull'infortunato Vermaelen: "Meglio non mettere paletti e valutare con calma il suo recupero. Ogni volta che proviamo torniamo indietro, è un rischio che non possiamo permetterci. Pubalgia? Sì, ma ci sono svariati tipi di infiammazione e di pubalgia. Ci sono quelle che guariscono in 15 giorni e altre che vanno gestite per più tempo. Si dicono tante cose, per ora diciamo che è pubalgia".

Poi su Mihajlovic e il Torino: "Parlare del Torino mi crea sempre un rispetto speciale. - ha rivelato Spalletti - Da innamorato del calcio le imprese del grande Torino hanno un significato enorme. Mi sembra sempre ci sia il controllo di quella grande squadra su questi calciatori. Per noi sarà una partita difficile. Ci sarà da lottare forte in questa partita".

"A noi domani serve dare seguito alle nostre prestazioni e vincere. - ha aggiunto - Ci vorrà una Roma forte però contro questo Toro".

Castan ritroverà da avversario la sua ex squadra: "Sarà titolare? Questo la dice lunga sul carattere e la forza del giocatore. - ha osservato Spalletti - A me fa enorme piacere trovarlo da avversario anche se in realtà è ancora un giocatore giallorosso. Avrà possibilità di giocare con continuità al Torino, vorrà dimostrarci domani il suo valore, quando ho parlato con lui ho capito quanto ci tenesse alla Roma, poi con dispiacere abbiamo discusso del trasferimento in un'altra squadra".

"Coloro che ce l'hanno chiesto si potevano fidare di lui, - ha detto ancora l'allenatore toscano - mi riempie di gioia che giochi titolare, questo per la qualità del ragazzo e della persona".

Qualche indicazione sulla formazione: "Salvo imprevisti, - ha rivelato - i due centrali resteranno Manolas e Fazio. Però Juan Jesus è un giocatore ecclettico, che può giocare al centro o a sinistra ed è forte di testa. Ha fatto degli errori, ma può tornarci molto utile".

Quindi sulla posizione di Mohamed Salah: "Bisogna un po' vedere quello che si possa ritenere un vantaggio o una difficoltà. - ha spiegato Spalletti - Se Salah partisse un po' più centrale e 10 metri più alto, la strada per fare l'1 contro 1 con il difensore centrale è una strada molto più corta, se partisse dal raddoppio sul terzino la strada, appunto, si raddoppia. Poi c'è da valutare Florenzi, se lasciato solo a difendere, se il terzino avversario spinge, lui ha già delle caratteristiche che per fare il difensore-terzino un po' stridono e bisogna valutare delle soluzioni a seconda delle situazioni. Deve sbrogliarsela da solo, se c'è sempre bisogno del resto della squadra, si può giocare tutti, delle volte devi cavartela da solo".

Per quanto riguarda l'attacco, Spalletti punta su Dzeko: "Per me arriverà a quota 20 goal. - ha affermato - Secondo me però contano altre cose come la partecipazione alla squadra, voglio che Edin sia dentro il progetto e le nostre intenzioni. Va bene anche la quota dell'anno scorso, se si riesce a fare come si è fatto l'anno scorso con la sua fisicità abbiamo delle soluzioni, i numeri dicono che era perfetta. Dobbiamo cercare una soluzione in più, una forza maggiore come ricerca, se si riesce con Dzeko allora avremo i goal".

"Le reti - ha spiegato Spalletti - sono un dato che evidenziano quello più visibile ed eclatante, che dà subito il voto, il commento al voto, ma se non c'è un lavoro di squadra il gol è fine a sé stesso, è la disponibilità, il sacrificio, il modo di ragionare, di stare tutti disponibili in zona palla e giocare nei 50 metri per recuperare palla. Un calciatore che prende e fa la rincorsa dal limite dell'area avversaria non lo vede nessuno ma copre uno spazio dove i restanti compagni di squadra hanno meno tragitto da fare".

"Se uno rimanesse su, - ha sostenuto - userebbe più energia per gli scatti, ma magari l'azione precedente si prende goal perché non ha coperta, ha il 100% dei passaggi positivi quando si fanno gli score che accompagnano le performances, ah oggi l'ho detto bene mi ha detto c**o (ride, ndr). Se si toccano due palloni sono pochi, bisogna anche sbagliarne alcuni".

Immancabili le domande su Totti: "Francesco mi ha invitato alla sua festa di compleanno - ha rivelato il tecnico giallorosso - e penso che andrò a salutarlo, gli farò gli auguri e andrò via, quando mi vedranno entrare non sarò gradito (ride). Il regalo glielo faccio, anche se non glielo posso comprare quello che ho detto e rispecchia il mio pensiero. Il regalo vero non posso dirvelo...".

"Le cose fra noi - ha concluso Spalletti - per me sono sempre andate nella stessa maniera e si continuerà così. Lui è della Roma, può giocare dall'inizio, subentrare, uscire, attualmente è perfetto, viene, si allena, è dentro il gruppo, fa riferimenti a collettivo e gioco di squadra, è quello che volevo, si va avanti insieme".