Mancini furioso dopo Inter-Carpi: urla negli spogliatoi, sotto accusa soprattutto Icardi

Al fischio finale di Inter-Carpi duro sfogo di Mancini negli spogliatoi, nel mirino l'atteggiamento di tutta la squadra ma soprattutto Mauro Icardi.

Adesso basta. Dopo le sconfitte casalinghe contro Lazio e Sassuolo, con l'intermezzo del deludente pareggio di Bergamo, il goal subito da Lasagna in pieno recupero ha fatto andare su tutte le furie Roberto Mancini che al termine di Inter-Carpi si è sfogato a lungo. Prima negli spogliatoi e poi davanti ai microfoni.


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Il tecnico nerazzurro infatti, secondo quanto riporta 'La Gazzetta dello Sport', avrebbe anticipato ai giocatori il pensiero espresso successivamente alle televisioni accusandoli di scarsa attenzione, poca grinta e troppa supponenza. Il tutto a voce piuttosto alta.

Nel mirino, come risaputo, sono finiti soprattutto gli attaccanti e in particolare quel Mauro Icardi con il quale il feeling in realtà non sembra mai scattato: "Nella ripresa abbiamo mancato due occasioni clamorose, avrei segnato anch’io a 50 anni. Gli attaccanti devono lavorare, costruire, muoversi e poi finalizzare. E’ inutile stare fermi ad aspettare il pallone. Icardi? Sacrificandosi, i goal arrivano".

Icardi ma non solo, Mancini ne ha per tutti: "Il calcio è fatto di cervello, non solo di tecnica o qualità. Bisogna essere intelligenti e pensare, quindi servire un compagno quando è messo meglio, oppure tenere il pallone vicino alla bandierina quando sei al 92' e vinci 1-0. E' capitato a Ljajic, ma poteva capitare a chiunque. Allora, tanto vale, visto che non segnano, giocare con una sola punta e lasciare gli altri attaccanti in panchina, almeno soffriamo di meno". 

Il tecnico, infine, ne ha anche per la difesa accusata di scarsa attenzione in occasione del goal di Lasagna: "E’ la terza partita che regaliamo per situazioni identiche. Non è normale concedere queste occasioni in recupero. E stavolta eravamo anche piazzati, non doveva nemmeno tirare".

Alla sfuriata di Mancini dentro gli spogliatoi domenica pomeriggio era presente tutto lo stato maggiore dell'Inter, da Bolingbroke Williamson passando per Zanetti e Ausilio. E anche loro avrebbero preso la parola per spalleggiare l'allenatore.

Intanto dall'Indonesia va registrata la seccatura del presidente Thohir che, oltre al dispiacere per i punti persi, teme ovviamente soprattutto di vedere svanire quel terzo posto fissato come obiettivo da non fallire. A tutti i costi.