Del Piero e la questione ritiro: "Non l'ho mai ufficializzato? Sto riflettendo..."

Alessandro Del Piero lascia la questione in sospeso: "Manco da mesi, forse mancherò per anni...". E poi: "Io ct dell'Italia? No, però sono orgoglioso che se ne parli".

Da quando ha reciso il cordone ombelicale che lo legava alla Juventus, Alessandro Del Piero gira il mondo. Ha giocato in Australia e in India, sabato era a Twickenham per seguire per 'Sky' la finale di rugby tra Nuova Zelanda e Australia, ora è negli Stati Uniti per un evento benefico, ospite del Consolato italiano. Sempre con un occhio ai bianconeri, però.

"Il derby col Torino? È stata una bella vittoria, arrivata all'ultimo minuto - dice Del Piero, intervistato dalla 'Gazzetta dello Sport' - la squadra ha guadagnato due punti su chi era primo in classifica. Di sicuro ha portato morale. Adesso c'è bisogno di una serie di risultati positivi per poter dire: ci siamo pure noi. Nove punti non sono tanti, perché la stagione è lunga".

Il suo erede alla Juventus, oggi, è Paul Pogba. Che ha sulle spalle lo stesso numero di quando giocava lui, il 10, e parecchia discontinuità. Ma Alex lo difende: "Lasciamogli il tempo di imparare, di commettere errori, e di crescere".

Il futuro di Del Piero? Non in panchina, almeno per il momento: "Non ho mai pensato di voler diventare allenatore o dirigente della Juve, né tantomeno c.t. della Nazionale, anche se ci sono delle voci in giro. Però mi fanno sentire molto orgoglioso".

Semmai, chissà che non possa esserci spazio per un clamoroso ritorno in campo: Del Piero non ha mai ufficializzato il ritiro... "È vero, non l'ho mai detto. Il pallone è la mia passione, per cui non ci deve essere per forza un momento in cui ufficializzi che smetti. Adesso manco dal calcio giocato da qualche mese; chissà, magari mancherò per anni. Sto attraversando un momento di riflessione a 360°".