Hamsik 'archivia' Benitez: "Nel suo Napoli ero in difficoltà, Sarri come Mazzarri"

Hamsik ammette lo scarso 'feeling' con Benitez: "Essere sostituito al 60' ti fa arrabbiare, tatticamente mi ha messo un po' in difficoltà. Con Sarri il Napoli lavora di più... ".

Marek Hamsik e Rafa Benitez, un 'feeling' mai sbocciato. Lo si è capito dal rendimento dello slovacco, lo si evince dalle parole che il capitano del Napoli riserva nei confronti del tecnico spagnolo.

Dalle colonne del 'Corriere della Sera' il numero 17 azzurro ammette: "Non poteva farmi piacere essere sostituito sempre al 60’. Ci resti male, ti arrabbi anche. Ma un professionista deve rispettare l’allenatore, anche quando non è d’accordo".

Ma non è tutto, perchè 'Marekiaro' non era soddisfatto neanche della sua posizione in campo: "Il ruolo di trequartista si può intendere in modi diversi e con varie filosofie. Quella di Benitez mi ha messo un po’ in difficoltà".

Con Sarri, secondo Hamsik, la musica ora è cambiata: "Con Benitez non tralasciavamo mai la palla. Con Sarri si sta lavorando di più, sia tatticamente che fisicamente. Come primo approccio alla preparazione mi ricorda quello di Mazzarri".

Riguardo le ambizioni, però, il centrocampista sceglie il basso profilo: "Noi lavoreremo al massimo per centrare gli obiettivi. Questo posso garantirlo. Sulla carta lo scudetto resta un affare che riguarda solo la Juventus".

In molti imputano al capitano una carenza di personalità: "Avere carattere significa forse urlare? Non per me - chiarisce - Si può essere leader senza alzare la voce. Io mi ritengo tale, per cultura e per l’educazione ricevuta dai miei genitori. Per me, ripeto, avere carattere significa lavorare al cento per cento e provare a vincere con la mia squadra. Non cambierò".

Uno dei pilastri chiamati a riscattarsi sarà Gonzalo Higuain: "Pipa sente molto la partita e se le cose non vanno bene non sorride - confida lo slovacco - Quest’anno tutti dobbiamo aiutarlo a essere sempre positivo".

Infine un retroscena legato al mercato e a quei rumors di qualche anno fa sul Milan: "Ci furono solo approcci, mai una trattativa vera. Nessun rifiuto, ma sono molto affezionato al Napoli, dove ho la stima del presidente De Laurentiis e dei tifosi. Lì ho comprato la mia seconda casa e resterà sempre un posto dove trascorrerò le vacanze. Ormai nel calcio moderno è difficile resistere tanti anni in un posto. Per motivi economici e per l’appeal storico di alcune squadre europee". Ma Marek, evidentemente, va controcorrente.