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Calcioscommesse, nuovi guai per l'Atalanta: possibile retrocessione, il Cagliari spera

Non solo Conte. Dai faldoni dell'inchiesta di Cremona sul calcioscommesse nuovi guai potrebbero arrivare anche per altri soggetti. Tra questi, in particolare, spicca la posizione dell'Atalanta che rischia seriamente di essere coinvolta nell'ennesimo procedimento sportivo.

Già due anni fa, infatti, gli orobici furono processati a causa del pesante coinvolgimento dell'allora capitano Doni per le partite contro Piacenza e Ascoli. Adesso, però, nel mirino dei magistrati è finita anche la gara contro il Crotone finora mai esaminata dalla giustizia sportiva e per la cui combine lo stesso Doni avrebbe tirato in ballo durante una chat anche il tecnico Colantuono, oggi all'Udinese.

La responsabilità dell'Atalanta, ovviamente, non sarebbe diretta ma solamente oggettiva in quanto nell'imbroglio non sono coinvolti dirigenti della società nerazzurra ma il materiale sarebbe comunque sufficiente a Palazzi per istruire un processo dal quale il club rischierebbe di uscire con le ossa rotte come e più che nel 2011.

In quell'occasione infatti l'Atalanta scontò 6 punti di penalizzazione, pena che stavolta potrebbe costare la retrocessione in Serie B considerando come i bergamaschi si siano salvati con un margine di appena tre punti sul Cagliari che, a questo punto, spera nel clamoroso ripescaggio last minute.

Ipotesi per il momento, solo ipotesi. Palazzi prima dovrà in ogni caso studiare a fondo le carte in arrivo da Cremona per verificare il numero e il ruolo dei tesserati coinvolti oltre alla natura dell'illecito.

Tutto da dimostrare, ad esempio, il ruolo svolto da Colantuono, rinviato a giudizio dai magistrati come detto per una chat in cui Doni fa riferimento ad un allenatore che, per gli inquirenti, non può che essere quello della squadra in cui militava lo stesso Doni.

Non abbastanza per una condanna, ovviamente, secondo il legale di Colantuono: "Ci sorprende molto la richiesta di rinvio a giudizio. L’unico elemento che la Procura ha saputo indicare è un sms su cui compare solo la sigla “Mr”. Lo stesso Doni non ha saputo in proposito dire alcunché. È certo che il nome di Colantuono non appare mai né direttamente, né indirettamente. Chiederemo al Gup la possibilità di essere giudicati già in udienza preliminare attraverso il rito abbreviato, nella certezza di una assoluzione".