Sacchi torna sul Triplete dell'Inter: "Troppi stranieri, ma la vergogna fu per il nostro calcio"

Arrigo Sacchi boccia il calcio italiano: "Le invasioni di stranieri hanno sempre portato al disastro".

Quelle pronunciate da Arrigo Sacchi negli ultimi tempi, sono parole che spesso hanno creato un po' stupore e soprattutto qualche malinteso. A far piombare l'ex tecnico del Milan nuovamente nell'occhio del ciclone, un'affermazione di qualche giorno fa relativa all'Inter del Triplete: "Era una squadra formata interamente da stranieri. Che vergogna... Pur di vincere siamo disposti a vendere l'anima al diavolo".

Sacchi, parlando ai microfoni di Gazzetta Tv, ha voluto spiegare meglio il suo concetto: "Non ho mai detto che quelle vittorie sono state una vergogna, ho tanto rispetto per i giocatori e gli uomini di quell'Inter. Penso però che il calcio italiano non abbia tratto benefici da quel successo".

L'ex ct Azzurro è tornato a ribadire il suo disappunto per il massiccio utilizzo di calciatori stranieri che si fa nel campionato italiano: "Ogni volta che c'è stata un'invasione di stranieri nel nostro campionato si è andati verso il disastro. Quando ero direttore tecnico del Real Madrid, avevamo in rosa i calciatori più famosi del mondo ma venivamo criticati perchè non giocavano i ragazzi della cantera. Non lamentiamoci se la nostra Nazionale non va bene, qui non interessa a nessuno".

Sacchi già qualche mese fa fece discutere con le sue dichiarazioni relative ai calciatori stranieri in Italia: "Non sono razzista e non ce l'ho con l'Inter, contesto solo il fatto che il nostro è l'unico campionato nel quale l'arrivo di stranieri è in crescita. Io parlo solo per il bene del nostro calcio, quella Champions vinta dagli stranieri dell'Inter fu una vergogna per il nostro calcio, non certo per l'Inter".

Sacchi ha anche commentato le voci che lo volevano vicino ad un ritorno al Milan: "Non voglio più lottare, sono sempre andato controcorrente, adesso devo voler bene a me stesso. Il Milan ai miei tempi aveva un qualcosa in più, adesso deve rincorrere".

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