L'ex Bizzarri attacca la Lazio: “Mai una chance”. Poi la precisazione...

L'argentino Bizzarri, rilanciatosi con la maglia del Chievo, ha qualcosa da ridire sulla sua ex squadra, la Lazio: "Non mi è mai stata data un’opportunità". Poi su Twitter...
Curiosa la storia di un giocatore che milita da anni nel nostro campionato ma che ha vissuto tanti momenti altalenanti nella sua carriera. Ora grazie a Maran e al suo Chievo è tornato in auge: stiamo parlando di Albano Bizzarri, portiere argentino che in precedenza aveva vestito in Italia le maglie di Catania, Lazio e Genoa.

Bizzarri si è messo in mostra nell’ultimo match di campionato proprio contro una sua ex squadra, la Lazio, una prestazione che sa di vendetta vista la delusione nutrita in quel di Formello, manifestata in un’intervista rilasciata alla 'Gazzetta dello Sport': "Alla Lazio nel 2010 quando feci il terzo, l’allenatore era Reja. Dicevano che ero un primo e da secondo avrei messo in difficoltà Muslera. Poi ho avuto Marchetti che è esploso. Non mi è mai stata data un’opportunità".

Una carriera lunga per il 37enne argentino, che è riuscito a vestire anche la casacca del Real Madrid, con la quale ha vinto una Champions League: "Avevo 21 anni, ero solo, prima volta lontano da casa. Andai male, non sfruttai l’occasione. A 21 anni ti fai troppe domande e me ne facevo, eh. Il Real è una cosa troppo grande. Ma ho imparato. Soprattutto da Bodo Illgner, il migliore a cui ho fatto il secondo. Era completo ed era tedesco. Ho detto tutto".

A portarlo in Italia fu Pietro Lo Monaco, che lo ha fatto conoscere alla Serie A nel Catania e con il quale Bizzarri litigò per il passaggio proprio alla Lazio: "Lo sento ancora? Non più. Si arrabbiò quando andai alla Lazio. Forse non aveva torto. Per me Catania è stata un’esperienza unica. Pensi che il mio migliore amico nel calcio, Izco, che ora ho ritrovato qui, era con me a Catania. Ed è la città in cui ho mangiato meglio in assoluto".

Il presente parla veronese, al Chievo Bizzarri ha tolto il posto al talento dell’Under 21 Bardi, grazie soprattutto a Maran che ha creduto in lui fin dall’inizio e gli ha fatto dimenticare le delusioni dei tempi della Lazio: "Adesso sono felice come un bambino povero che ottiene un paio di scarpe nuove".

Bizzarri si è poi soffermato sul momento del ritorno in campo da titolare: "La mattina in cui giocavamo col Sassuolo (2 novembre), Maran ha chiamato noi tre portieri e ha detto 'Voglio cambiare'. Ho risposto bene, sono arrivato nel posto giusto al momento giusto. Con la Lazio ho fatto una gran partita, ora lotto per salvarmi, sarebbe bellissimo".

Deve molto a Maran l’argentino, anche perché come racconta, prima del Chievo e dopo la deludente esperienza a Genova, per lui non c’erano offerte: "Ho bussato a varie porte e le ho trovate chiuse, ho chiamato io dei club ma non trovavo nulla". Poi è arrivato il Chievo e per Bizzarri a 37 anni è pronta una nuova sfida, una di quelle che solo le favole del calcio sanno regalare.

Su Twitter il diretto interessato, per evitare equivoci, ha provveduto a chiarire il proprio pensiero: niente contro la Lazio, da parte sua solo tanta felicità per l'esperienza al Chievo. Caso chiuso, quindi.