Juventus, riecco 'Il Re Leone' Llorente: lo spagnolo è tornato al goal, critiche zittite

Contro il Palermo, la Juventus ha ritrovato 'Il Re Leone' Fernando Llorente: lo spagnolo è tornato al goal zittendo le critiche nei suoi confronti.

Più della prestazione, non proprio esaltante, e più del risultato, portato a casa come da copione, la notizia del giorno, in casa Juventus, è il ritorno al goal di Fernando Llorente. Notizia mica da poco, considerato che il centravanti basco, ad oggi, mai era entrato nel tabellino dei marcatori. In 9 partite giocate tra Serie e Champions League, il ‘Re Leone’ stava deprimendosi appresso alla sindrome da ‘non goal’ che lo affliggeva.

Le critiche iniziavano a farsi pesanti e, dietro di lui, c’era un Alvaro Morata in rampa di lancio, reduce dalla bella prestazione contro l’Olympiacos, unico a brillare nel grigiore generale. Al punto che, prima del fischio d’inizio, al momento di fornire le formazioni ufficiali, quando si è saputo che avrebbe giocato Llorente più di qualcuno aveva storto il naso.

Non si vedeva il senso, da parte di Massimiliano Allegri, di puntare su un giocatore in stato di forma precario e abbastanza sfiduciato. Il senso lo si è compreso al minuto 64 della partita, quando Llorente, come da suo stile, ha staccato alto e piazzato alle spalle di Sorrentino il pallone fornitogli da Pirlo. Una liberazione per il lungagnone di Pamplona, che non esultava dal lontano 18 maggio.

Va dato merito ad Allegri di aver voluto insistere su di lui quando, probabilmente, chiunque altro lo avrebbe fatto accomodare in panchina, preferendogli lo scalpitante Morata. Ed eccoci qui, a rivivere, con distanze temporali leggermente diverse, il film già visto la scorsa stagione quando, nelle battute iniziali, si parlava di Llorente come di un corpo estraneo alla squadra, addirittura inviso a Conte e pronto a spiccare il volo verso altri lidi, di ‘blaugrana’ tinti. Ed invece, dopo un mese laborioso, l’ex Athletic Bilbao era riuscito a segnare, sempre di testa, il primo di una serie di 16 reti in campionato, 18 se consideriamo anche i 2 siglati in Champions League.

Stavolta ci ha impiegato un po’ di più, e poco importa se i fans della prima ora lo avevano già sacrificato sull’altare del giovane e bravo compagno di reparto e connazionale. Il calcio è così, sa essere ingeneroso e di memoria corta come poche altre realtà, ma la voglia di dimostrare a tutti di essere ancora in grado di fare il mestiere del centravanti, unita ad una cultura del lavoro che mai è stata messa in discussione, hanno avuto la meglio sul resto. Obiezione del caso: è solo un goal, impossibile sostenere che la Juve abbia ritrovato la sua vera prima punta.

Obiezione parzialmente accolta, dato che il valore del ragazzo non si discute e considerato che, da che calcio è calcio, segnare ha poteri spesso taumaturgici, soprattutto per un attaccante. Ed allora azzardiamo pure: Llorente c’è ancora, pronto a dire la sua nel lungo e tortuoso cammino in cui la Juventus cercherà di tagliare, per la quarta volta consecutiva, il traguardo dello scudetto. In attesa di ulteriori riscontri, diciamo bentornato ad un grande protagonista del nostro campionato.

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