Abodi lo sostiene, Tavecchio chiarisce: "Non sarò Re Travicello..."

Tavecchio, candidato a presidente Figc 'caldeggiato' da Abodi, prenota un ruolo da protagonista e apre alle novità: "Parola agli arbitri dopo i match e riforma campionati".

Nessun ruolo da comprimario. E' ciò che assicura Carlo Tavecchio, candidato a presidente della Federcalcio dopo le dimissioni di Abete, il quale apre ad importanti novità e non lesina 'stoccate' al rivale Demetrio Albertini. Il tutto, con da sfondo il sostegno 'elettorale' di Andrea Abodi.

Tavecchio ha spiegato che la riforma dei campionati "è una priorità" e aperto alle dichiarazioni degli arbitri dopo i match: "Non ci vedo nulla di male". Avvertendo: "Non sarò Re Travicello...", lasciando intendere che qualora venisse eletto svolgerà con personalità e potere il proprio incarico.

Ma non solo, perchè il papabile erede di Abete ha difeso il dimissionario ("E' un galantuomo che ha pagato ciò che non doveva") e 'punto' Albertini: "Dal 2006 aveva carta bianca nel Club Italia...".

Tavecchio, poi, si è mostrato favorevole "alle seconde proprietà" ma contrario alle seconde squadre: "Le hanno solo Spagna e Portogallo in Europa, altrove sono possibili in quarta serie e anche da noi potremmo immaginarle fuori classifica".

'Dulcis in fundo', ecco i pensieri su tessera del tifoso, Agnelli e Blatter: "Il nostro è un Paese che ha la tessera pure per andare alla toilette. Andrea? Ho massimo rispetto per lui, mentre sul presidente della Fifa dico che sicuramente ha più bisogno lui di noi che noi di lui".

Come detto, Tavecchio può farsi forte dell'appoggio del numero uno della Lega Serie B Abodi che via 'Twitter' ha fatto capire di essere convinto della strada intrapresa: "Rispetto chi non la pensa come me, chi è rimasto deluso e spiazzato, chi non capisce perché. Io continuo a lavorare per un calcio migliore. Mi auguro di dimostrare con il lavoro e i risultati quello che non sono stato capace di spiegare con la scelta della B che rappresento".

"Noi dirigenti abbiamo molti, ma molti più doveri dei Tifosi - ha aggiunto Abodi coi suoi 'cinguettii' - Dobbiamo prestare molta, ma molta più attenzione a comportamenti e linguaggi. Siamo tutti maestri, educatori e giudici, soprattutto quando ci riferiamo agli altri. Mi auguro tanta intransigenza anche nell'autocritica".

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