Henrique riavvolge il nastro: "Avevo paura del Napoli... ho scelto bene"

Henrique racconta le sensazioni dei primi mesi al Napoli: "Qui sembra di essere in Brasile e si vive benissimo. Altro che camorra... ".

Da oggetto misterioso a perno della difesa. Henrique ha conquistato Napoli e il Napoli, guadagnandosi la considerazione di Benitez e dei tifosi, ma riavvolgendo il nastro ammette che gli auspici erano tutt'altro che positivi.

A 'Fox Sports Brasile', il difensore ex Palmeiras racconta le proprie sensazioni dall'approdo in azzurro: "E' stato un momento difficile, visto che eravamo vicini alla Coppa del Mondo non avevo considerato la possibilità di cambiare squadra, tanto meno paese. Volevo giocarmi le mie possibilità di essere convocato in Brasile. Difficile pensare ad un cambiamento così radicale, spostarsi in un paese in cui non si sa nulla. La mia scelta è stata difficile, ma ora posso dire che è stata quella giusta".

Per Henrique, quello avvenuto a gennaio, è stato il secondo trasferimento in Europa: "Dal punto di vista del rischio l’arrivo al Napoli era un salto del buio più di quello al Barcellona. Avevo bisogno di giocare e la mia paura era un tempo d’adattamento lungo. Invece è andato tutto benissimo in tempi brevi, sono diventato più esperto come calciatore e come persona".

La realtà, per fortuna dell'ex Palmeiras, è ben diversa: "Avevo paura, ma dal primo momento in cui sono arrivato sembrava di essere ancora in Brasile, tante cose di Napoli sono simili alla mia nazione. Il club ed i compagni mi hanno aiutato tanto ed i tifosi mi hanno accolto benissimo, nel giro di due settimane mi sentivo già tranquillo ed a mio agio. E’ stato tutto molto più semplice di quanto immaginassi. Camorra? Vivo benissimo a Napoli, in maniera tranquilla. Né io né la mia famiglia abbiamo paura, siamo molto adulati dai tifosi azzurri, che amano tantissimo il calcio".

Ecco come si è sviluppato l'affare di mercato: "Il mio unico pensiero era quello di restare qui e continuare al Palmeiras. Ma poi arrivò l’offerta del Napoli, una grandissima squadra. La scelta è stata difficile. Accettare la proposta sembrava essere anche un salto nel buio. Il Palmeiras era molto ben disposto a trattare con gli azzurri e questo ha favorito il finale che tutti conosciamo".

L'esplosione all'ombra del Vesuvio è avvenuta durante un Torino-Napoli, dove Benitez ha scelto di farlo entrare sulla fascia destra: "Mi ha chiesto se avessi mai giocato in quella posizione e gli ho risposto di sì, ma solo tre volte cinque anni fa. Il tecnico ha voluto rischiare e per fortuna mi sono adattato bene, anche perché agisco più come terzo difensore o come dice il mister “falso terzino”. Visto che mi piace uscire palla al piede ho ben figurato in questa posizione".

A giocare in favore di Henrique, è senz'altro la sua duttilità: "Quando Scolari allenava il Palmeiras fu lui a propormi come centrocampista, quindi conosceva la mia capacità di essere utilizzato in varie parti del campo. Adesso mi ha scoperto anche come terzino… ".

Enorme gioia, infine, per la convocazione ai Mondiali: "Speravo di essere chiamato ma non ne avevo la certezza, non ho dormito due settimane - ha confidato il 'verdeoro' - C’era la concorrenza di grandi giocatori come Miranda, Dedé e Marquinhos, non era per nulla facile".