Editoriale - Vidal, il 'tuttocampista' che tutti invidiano a Conte e alla Juventus

Arturo Vidal si è confermato ancora una volta devastante: si tratta di un centrocampista capace di fare tutto, ma non per questo privo di una sua identità.
Non più di una settimana fa ci eravamo spesi per Andrea Pirlo, perché la Juventus si rendesse conto di quanto veramente fosse ancora importante, per tecnica, tattica e personalità, di quanto fosse altrettanto importante considerarlo ancora al centro del progetto e – di conseguenza – rinnovargli il contratto. Crediamo di esser stati facili profeti e che la partita contro l’Inter l’abbia dimostrato.

E non solo per il delizioso assist – sebbene già solo quel tocco valeva il prezzo del biglietto – ma per tutto il contributo offerto alla vittoria bianconera, molto del quale non facilmente visibile e misurabile: come quello della gestione della gara dal punto di vista del ritmo, della distribuzione della palla, dell’intensità. Nel post-partita, non a caso, tutti a dare addosso a Mazzarri per avergli concesso troppo spazio: ad occuparlo con intelligenza ed efficacia, però, ci ha pensato lui…

Ci sono molti calciatori che provano ad imitarmi, ma sono io il migliore al Mondo nel mio ruolo

- Arturo Vidal

Se Pirlo è la mente, Vidal è tutto il resto: è incredibile l’intensità che il cileno riesce a dare alle sue prestazioni. Sembra l’orsetto della Duracell, praticamente inesauribile: un attimo prima lo vedi concludere verso la porta avversaria, un attimo dopo scivolare per arpionare il pallone ad un avversario che si appresta ad entrare nell’altra area di rigore. Per scomodare qualche mito bianconero, ha la grinta di Davids, l’intelligenza tattica di Tardelli e la capacità di inserimento del suo mentore Conte. Per di più, sottoporta è glaciale come Pablito.

I NUMERI STAGIONALI DI
ARTURO VIDAL
22 Presenze in Serie A
11 Goal in Serie A
6 Presenze in Champions
5 Goal in Champions
E’ stopper aggiunto, è medianaccio, è trequartista e pure bomber, è il classico tuttocampista che ogni allenatore vorrebbe avere. In realtà, però, è molto di più: di solito, quando uno sa fare un po’ tutto, rischia di non avere un’identità, Vidal invece ne ha da vendere. Anche lui, come Pirlo, dà un contributo forse non evidente, ma altrettanto importante, perché in campo la sua leadership è indiscussa: la squadra lo ha eletto a guida e lui, come il Profeta, la trascina verso la Terra Promessa.

“Vincerò il Pallone d’Oro”, aveva dichiarato il cileno qualche giorno fa; “Nel mio ruolo credo di essere il migliore al Mondo”, si era arrischiato a dire; “Penso di essere superiore anche a Xavi e Iniesta”, ha concluso alimentando qualche sorrisino compassionevole. A proposito di personalità, come dicevamo. Si possono discutere le dichiarazioni, non il calciatore: forse ha un tantino esagerato – forse – ma non esiste grande giocatore che non abbia un grande ego. E Vidal è un grandissimo giocatore. Su questo non c’è alcun dubbio.