Beretta apre alla Serie A a 18 squadre: "Ma con una retrocessione"

Maurizio Beretta, presidente della Lega Serie A, ha espresso le sue idee per cambiare il calcio italiano: possibile un ritorno alle 18 squadre in massima serie, ma non solo.
Serie A a diciotto squadre, tournée all'estero, modello NBA ed espansione commerciale verso l'Asia: queste sono solo alcune delle idee del presidente della Lega Serie A, Maurizio Beretta. Il calcio italiano non sta affatto vivendo un buon momento, sia a livello economico che sportivo, e adeguarsi ad altri modelli può essere la soluzione per una rapida ripresa.

"L'eventuale riduzione da 20 a 18 squadre è un tema da discutere in maniera molto approfondita - ha detto Beretta alla Gazzetta dello Sport - l'assemblea delle società dovrebbe esprimere una posizione condivisa, senza strappi. Chiaro che se si dovesse andare a una riduzione delle squadre, di conseguenza andrebbe rivisto il meccanismo di retrocessioni e promozioni. Una A a 18 sarebbe possibile solamente con una sola retrocessione diretta in B, altrimenti si rischierebbe di avere una forte instabilità. Con una sola retrocessione ci avvicineremmo al sistema della Nba, con maggiori certezze di ricavi e una prospettiva più lunga nella commercializzazione dellíofferta del campionato. Ma la Serie A è di per sé attrattiva".

Un possibile ritorno al passato, dunque. Che però non esclude dei cambiamenti più moderni, ispirati alla Premier League: "Anticipo il sabato alle 15? Ci stiamo ragionando. Se guardiamo alla Premier, che sa vendere meglio di tutti i diritti esteri, notiamo come ci sia una diversa articolazione degli orari. Comunque, nelle prossime settimane va fatto un lavoro istruttorio importante per pubblicare in primavera i bandi per i diritti tv del 2015-18".

Infine, la questione stadi, col caso Sant'Elia a tenere banco: "Gli stadi italiani, tranne poche eccezioni, sono inadeguati e non allineati agli standard europei. Una nuova legge c'è, contiene aspetti positivi riguardo allíaccelerazione delle procedure, ma è del tutto insoddisfacente relativamente alla perequazione economica. Così costruire stadi da A è molto, molto difficile. Per il Sant'Elia uspico che si trovi una soluzione strutturale per la prossima stagione portando a compimento il progetto da 16mila posti".