Catania in crisi, Pulvirenti esplode in trasmissione: "Giornalista ridicolo"

Il Catania naviga in acque agitate ed il presidente Pulvirenti esplode la sua rabbia in una trasmissione locale con roventi polemiche, insultando un giornalista.
Nervi tesi in casa Catania, che continua ad occupare l'ultimo posto in classifica nonostante il cambio di allenatore. Il presidente Antonio Pulvirenti si è reso protagonista di un vero e proprio 'show' nel corso della trasmissione di 'Telecolor', che solitamente tratta i fatti della squadra rossazzurra.

Ospite di 'Corner', il vulcanico patron è subito entrato a gamba tesa sugli interlocutori: "Le pagelle di questa trasmissione sono offensive e ridicole, dettate da un'analisi che pensa solo al risultato e non alla situazione reale della squadra. Per esempio il voto al tecnico fa un'analisi molto superficiale della situazione. E' solo un momento di cabaret, se dobbiamo ridere ridiamo".

Pulvirenti continua poi attaccando duramente l'autore dell'articolo: "Il giornalista che ha scritto queste cose (Alessandro Vagliasindi, ndr) è ridicolo, solo ridicolo. Continua ad essere ridicolo, offende il Catania, non ha nessun titolo per scrivere queste cose. Figuriamoci se devo sentire le cose che dice, non ho mai guardato questa trasmissione". Lo stesso Vagliasindi, oggetto degli strali presidenziali, in tutta risposta ha minacciato querele, chiedendo maggior rispetto per sè e per il suo lavoro.

Ma il presidente rossazzurro non ha placato la sua verve dialettica, soffermandosi sul difficile momento vissuto dalla squadra: "L’unico rammarico che ho è non aver cambiato prima l’allenatore. Non ho nulla contro il Maran uomo. Parlo riferendomi alla condizione fisica, ho visto una squadra preparata male dal punto di vista atletico e la prova ne sono i tanti infortuni che hanno impedito a De Canio di avere anche solo gli uomini per allenarsi bene".

Pulvirenti fa la conta degli assenti per spiegare le difficoltà dei suoi: "Dalla gara contro il Sassuolo in poi, sette infortunati, nove contro il Napoli, ancora sette con l’Udinese. Contro il Torino solo due erano i giocatori reduci dall’annata passata. Non c’entra il preparatore De Bellis, che seguiva le indicazioni di Maran. A modo mio ha cambiato metodo sbagliato. Da quando è arrivato De Canio è venuta a mancare l’ossatura della prima squadra. Sarebbe stato difficile per chiunque fare i punti che questa squadra in difficoltà è riuscita a fare".