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Tevez incatena Conte alla Juventus: "E' un vincente come Ferguson. Andrà via? No, parlo io con Marotta... Paura del Real? Nel mio 'barrio' c'è quella vera"



Da fine giugno scorso Carlos Tevez è un calciatore della Juventus e non ha davvero tardato a diventare un beniamino non solo dei tifosi ma anche di Antonio Conte, che lo ritiene un elemento fondamentale della squadra, non tanto per i goal che segna quanto per il contributo che dà in campo. L'Apache è un calciatore generoso, che sul terreno di gioco non si risparmia un minuto e che in bianconero sembra davvero aver ritrovato gli stimoli giusti per tornare ad essere un calciatore determinante, dopo le vicissitudini al Manchester City dove nell'ultimo periodo non aveva passato momenti particolarmente felici.

"Qui alla Juventus sono felice - ha detto Tevez in un'intervista rilasciata a TuttoSport - E sono anche molto contento del momento che stiamo passando. Il calcio italiano? Sono sinceramente sorpreso. Pensavo che fosse più facile giocare da voi e invece è tattico, veloce, si lavora tantissimo. E' il più difficile nel quale mi sia trovato. Certo, forse il fatto di essere nella Juventus complica le cose, sembra che quando gli avversari ci affrontano giochino come se fosse la finale del Mondiale".

Alla Juve Tevez ha ritrovato la gioia di giocare a calcio... "Mi ha ridato la voglia di giocare - ha detto ancora l'attaccante argentino - La cosa migliore per un giocatore è tornare a essere felice. Io ora sono pronto a dare il meglio di me in ogni partita. Poi non so se sarà il migliore Tevez di sempre... Sarà il miglior Tevez di adesso, quello è sicuro perché darò sempre il cento per cento".

E uno degli stimoli per Tevez è senza dubbio avere Conte come allenatore. L'alchimia col tecnico bianconero pare davvero sia stata quella giusta da subito... "Conte è un duro, ma per me è un fenomeno - ha detto Tevez del mister pugliese - Mi ha sorpreso molto, per lui ogni partita è una finale, vuole sempre vincere, non si accontenta mai. E' un maniaco del lavoro, ma poi i risultati si vedono in campo".

"Differenze con Ferguson (l'ex tecnico del Manchester United in cui Tevez ha militato per due stagioni, dal 2007 al 2009, ndr)? Non tante - ha proseguito Tevez - Sono due vincenti, due che considerano il loro club il migliore del mondo e vogliono che si imponga sempre sugli altri. Per Ferguson lo stemma del Manchester è la cosa più importante, da difendere a ogni costo. Per Conte è così con quello della Juventus. Sono personaggi come questi che ti spingono a dare qualcosa in più, perché sono i primi a credere fermamente in quello che fanno".

"Conte è pazzo per la tattica - ha detto ancora sorridendo Tevez - Poi è molto rigido anche per quanto riguarda l'alimentazione. Me l'ha fatto capire sin dalla prima volta che ci siamo parlati. Lui è un campione come allenatore. Dal primo giorno mi ha fatto subito vedere e capire come gioca la Juve. Ha un quaderno di tattica in cui appunta ogni minimo dettaglio. Conte è fatto così. Se Conte dovesse andar via (si parla di Arsenal o Manchester Utd per il futuro del mister bianconero, ndr)? E' una cosa che non esiste. Conte deve restare, mi muoverò per primo, lo dirò io a Marotta. Conte bravo solo alla Juve? No, farebbe grandi cose dovunque. Lui è un grande allenatore, un professionista serio. Non avrebbe problemi né in Inghilterra, né in Francia. Sì, ma fra 3-4 anni...".

Diverso, invece, è stato l'approccio con Roberto Mancini, ex tecnico del Manchester City e attuale mister del Galatasaray, con cui Tevez nella scorsa stagione in particolare ha avuto più di un momento di tensione... "Mancini è diverso - ha spiegato - Vede il calcio un po' da giocatore e un po' da allenatore... Conte lo vede da allenatore e basta. Cioè, lui è stato un giocatore e sa darti i consigli giusti, ma ha la visione da tecnico. Se ho salutato Mancini quando è venuto qui col Galatasaray in Champions? Sì, c'è rispetto. Ci siamo stretti la mano ed è stato bello rivederlo, ma è il passato".

Già, meglio pensare alla Juventus e agli obiettivi di questa stagione. Finora in campionato sono state sei le vittorie su sette gare disputate... "La squadra sta crescendo - ha detto Tevez - e credo che tutti possiamo dare qualcosa in più. Perché tutti vogliamo vincere. La Champions? Penso che tutti darebbero qualsiasi cosa pur di vincere quel trofeo".

Trofeo che Tevez, tra l'altro, ha già sollevato al cielo nel 2008 vincendola col Manchester Utd... "La Champions è una roba unica - ha detto ancora la punta argentina - Voglio vincerla, la semplice finale non mi basta. In Champions non stiamo facendo bene, i due pareggi non ci volevano. Sono tutti più forti di noi se giochiamo come nelle prime due partite. Il calcio italiano è una cosa, la Champions un'altra. Per imporci anche in Europa dobbiamo migliorarci sotto tutti i punti di vista: come intensità, come squadra, come tattica, come tecnica, come tutto... Ma sono fiducioso".

Dopo i due pareggi contro il Copenaghen e il Galatasaray, però, il cammino in Champions si è complicato per la Juventus e ora saranno decisivi le prossime due partite contro il Real Madrid... "Il Real è sempre il Real - ha detto ancora Tevez - Ha un potenziale incredibile. Proprio come lo United. Al di là della forma attuale, il Madrid è una grande squadra, che rispetto. Penso che in Champions abbiamo bisogno di vincere due partite per passare il turno: che sia al Bernabeu o contro un'altra squadra non importa".

"Al Bernabeu ho già giocato col City - ha proseguito l'argentino - Ai tempi dello United invece ho affrontato soltanto il Barcellona. Sicuramente al Bernabeu troveremo un ambientino caldo. Ma non sono spaventato, la paura non esiste nel calcio. Nel mio barrio sì, li si comprende quella vera. Messi o Ronaldo? Messi. Voterò sempre per Leo. Cristiano Ronaldo o Tevez? Ronaldo...". Ma la risata con cui lo dice fa capire tutto.