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L'ex Dg della Juventus si accanisce anche sul suo 'vecchio nemico' Baldini: "Difficile che possa trovare oggi un alleato come lo era Auricchio...".

Da qualche ora Zdenek Zeman non è più l'allenatore della Roma, e nel silenzio finora di tutta la squadra è Miralem Pjanic a rendere per primo l'onore delle armi al boemo.

"Sicuramente è stata una decisione non facile per la nostra dirigenza. Mi dispiace tanto che sia finita così e auguro il meglio al mister - scrive su Facebook il bosniaco, che pure ad inizio stagione aveva avuto problemi con Zeman - Ora cambiamo pagina, bisogna essere uniti per riportare normalità".

Meno incline a tendere la mano al suo 'vecchio nemico' nel momento di difficoltà è Luciano Moggi, che dopo le prime stilettate a caldo rincara la dose nel suo classico articolo sulle pagine di 'Libero', allargando il discorso all'altro suo avversario storico Baldini: "Nel viaggio di Stekelenburg, inviato dalla società a Londra per firmare con gli inglesi del Fulham, richiamato poi d'urgenza indietro per mancanza di un portiere di riserva si evidenziano carenza di idee, scarsa cognizione del come si compone una squadra di pallone e una pessima conduzione della medesima, tale da divertire molto di più e soprattutto gli avversari. Questa è la Roma...".

"E se è vero che il pesce puzza dalla testa - continua l'ex Dg della Juventus - da ciò si può dedurre come i giallorossi siano scesi in campo contro il Cagliari: disordine, carenze ovunque (va già bene che abbiano subìto solo 4 goal), solo il Pescara come peggiore difesa del campionato (45 reti subìte a 42). Faceva tristezza Zeman nel dopo partita, quel suo balbettare quasi silenzioso denotava la paura di un possibile ennesimo esonero che è poi arrivato".

"E così da oggi il boemo è restituito all’attività principe che lo ha reso famoso - conclude Moggi - ovvero parlar male del suo prossimo, mentre Baldini proverà un nuovo ribaltone cercando un altro colpevole che possa coprire le sue manchevolezze in tema calcistico: difficile però che possa trovare oggi un alleato come lo era Auricchio...".

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