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Assist di Cassano, Miccoli va in goal: "Non sono un soldatino, per questo ho lasciato la Juventus. E per lo Scudetto tifo Napoli"

Fabrizio Miccoli è uno che non le ha mai mandate a dire, e forse anche per questo la sua carriera non è stata all'altezza delle indubbie qualità tecniche, che ne fanno adesso il trascinatore di un Palermo relegato nei bassifondi della classifica.

Il capitano rosanero, in una lunga intervista concessa a 'Tuttosport', ha spaziato su vari temi, partendo dal match contro il Milan in programma stasera al 'Renzo Barbera': "E' una partita tra due squadre che stanno bene ma hanno problemi di risultati.- quindi Miccoli ricorda la propria esperienza in rossonero- Ero piccolino, avevo 12 anni. Più che come calciatore, mi è servito per crescere e imparare a stare lontano da casa".

L'attaccante nega somiglianze con El Shaarawy: "Siamo completamente diversi. Consigli per lui? Allegri e Galliani sono lì apposta. Io posso solo dirgli di continuare a lavorare come sta facendo e di non farsi sfuggire la possibilità che gli è stata data».

E ammette di avere qualche rimpianto per quel che poteva essere e non è stato, pur ricordando: "E' stata anche colpa mia perché, dopo essere andato via dalla Juve, mentalmente mi sono lasciato andare. In quel periodo, anche fisicamente, non dico che ho mollato, ma quasi. Però come uomo non ho assolutamente rimpianti. Perché prima del calciatore, dei soldi e di tutto il resto, viene la dignità. E io l’ho sempre avuta".

Quindi arriva la carezza per l'ex compagno Del Piero, volato in Australia. "Strano vederlo a Sydney, davvero strano. Personalmente avrei messo la firma non so su cosa pur di vederlo alla Juve per tutta la vita e, visto quello che ha fatto, se lo meritava anche. Purtroppo nel calcio non c’è riconoscenza da parte di nessuno".

Miccoli spiega il bel rapporto che intercorre tra lui e Lo Monaco, nuovo amministratore delegato del Palermo, e sul rinnovo dichiara: "Parleremo presto, se ci saranno i presupposti per continuare si potrà andare avanti insieme, altrimenti no. Il rapporto, comunque, tra me e lui non cambierà. A me piacerebbe giocare altri due anni, non so se un anno qua o uno in Cina, il mio non è un discorso legato alla durata del contratto, so solo che a trentasei anni sarà l’ora di smettere".

Si passa al tema arbitri, la punta rosanero prova ad analizzare il problema con lucidità: "Condivido l'analisi del designatore Braschi però bisogna vedere se, al contrario, il goal di Bergessio l’avrebbero annullato ugualmente. Questa è la domanda che uno si fa. Il problema non è che gli arbitri sbaglino, io per esempio sabato ho fallito un goal che in vita mia non avevo mai sbagliato, ma capire se la decisione sarebbe stata la stessa a Torino o a favore del Catania. Una cosa è arbitrare a Lecce, Siena o Palermo e un’altra a San Siro, allo Stadium o a Manchester".

Quindi Miccoli si accoda a Cassano, e spiega a modo suo l'addio alla Juventus"Quello dei soldatini è un marchio che ha sempre avuto la Juve e forse è anche vero. Però bisogna vedere che connotazione si dà alla cosa. Sicuramente la Juve crede sia giusto fare così per ottenere il massimo, per altri può essere un fatto negativo. Io, per esempio, non ho voluto fare il soldatino e sono andato via".

Infine il Maradona del Salento confessa il proprio sogno in chiave Scudetto: "Spero lo vinca il Napoli, sarebbe un bel segnale per tutto il sud".