Tempi duri per il Milan, anche Van Bommel è perplesso: "Io posso essere sostituito, Thiago Silva e Ibrahimovic no"

Parla il centrocampista olandese, uno dei tanti campioni che hanno salutato Milanello: "L'assenza di Zlatan si farà sentire anche nello spogliatoio"
Tra i buchi che il Milan non è ancora riuscito a colmare in questo mercato c'è anche quello relativo alla sostituzione di Mark Van Bommel, che nel biennio Allegri è stato il vero pilastro del centrocampo. Intervistato da 'Il Giornale', il mediano olandese, tornato al Psv, ha però sottolineato come altre partenze abbiano gettato il Diavolo nel baratro: "Sapevamo che diversi contratti non sarebbero stati rinnovati, ma nessuno si immaginava le cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic. A certi livelli di Van Bommel si può fare a meno, di loro no. Non mi sono mai reputato un insostituibile".

MVB ha solo parole d'elogio per i suoi ex compagni: "Thiago Silva è il miglior difensore che abbia mai avuto in squadra. Ibra invece è uno straordinario one-man-band. Indubbiamente il Milan dovrà cambiare modo di giocare,perché prima in caso di difficoltà esisteva sempre l’opzione palla a Ibra e vediamo cosa succede. L’assenza di Zlatan si farà sentire anche nello spogliatoio".

Ibrahimovic era un vero e proprio leader: "Pesava parecchio, anche se poi la formazione la faceva Allegri. Però quello che diceva Ibra non cadeva nel vuoto. Faccio un esempio:quando volevo lasciare il Bayern e presi i primi contatti con il Milan, so che Galliani chiese a Zlatan cosa ne pensasse del mio possibile arrivo, visto che eravamo quasi venuti alle mani al termine di un Olanda-Svezia. Zlatan disse: uno come Van Bommel è meglio averlo in squadra che contro".

In Italia Van Bommel ha messo in mostra solo le doti da interdittore: "Al Milan la mia propensione difensiva è stata accentuata. Anzi, posso tranquillamente dire che il mio compito era solo quello: recuperare palloni e fare da collante per la squadra. Nel Bayern Monaco e nell’Olanda non giocavo così:ero uno dei due centrali a protezione della difesa,ma avevo anche libertà di impostare l’azione. In Italia si bada al sodo e si gioca per vincere.È diverso. Non è una critica, si tratta semplicemente di un approccio differente".

Concetto spiegato dal capitano del Psv con un esempio chiarissimo: "Prendete Chiellini; in Olanda dicono che non sappia giocare a calcio perché ha i piedi quadrati. Però in difesa non perde un solo duello. Conosce i suoi limiti e quando scende in campo non lo fa per dimostrare quanto è bravo, ma per eseguire al meglio il compito che gli è stato affidato: non concedere chance all’avversario. Lui sa farlo al meglio".