Silvestre sogna la maglia azzurra... Per il momento c'è solo il Palermo: "Mangia? Mi ricorda Mihajlovic"

Silvestre, difensore argentino con passaporto italiano, in forza al Palermo, sogna la maglia azzurra: "Una chiamata me l'aspetto" ha dichiarato l'ex Catania.

Matías Silvestre, difensore argentino, con passaporto italiano, dopo più di 4 anni in Italia, punta la nazionale di Cesare Prandelli. Oggi in forza al Palermo parla a tutto campo di sogni e speranze azzurre.

Dalle pagine del 'Corriere dello Sport', in un’intervista fiume, passa a rassegna non solo i cinque anni italiani, ma anche i trascorsi in Argentina, a cominciare dagli esordi.

"La mia prima squadra – ha dichiarato Silvestre - si chiamava Club Mercedes, il nome del paese dove sono nato a 100 km da Buenos Aires. A 10 anni in un’amichevole mi vide il Boca Juniors e mi prese subito. Ricordo tutto di quella partita. Perdemmo 8-0 ed io giocavo centrocampista".

Fu un nome noto ai tifosi, un certo Carlos Bianchi, ex allenatore della Roma, a cambiarlo di ruolo, come racconta lo stesso difensore rosanero: “Lui disse che col gioco aereo che avevo, mi vedeva meglio in difesa. Io non volevo accettare, non mi ci vedevo là dietro. Per fortuna mi convinsi. Mi sono adattato subito, quel consiglio è stato determinante per la mia carriera”.

Così comincia la sua avventura da difensore, poi l’approdo in Sicilia, a Catania, nel gennaio 2008, sua seconda casa: “A Catania devo solo dire grazie. Gli allenatori con cui ho reso di più sono Mihaijlovic e Simeone. La scorsa stagione è stata quella del consolidamento, mi sentivo importante, ho indossato la fascia di capitano. Avvertivo la fiducia e l’ho ripagata segnando 6 gol”.

Catania dista da Palermo poco più di 200 km, cosi per Silvestre non è stato difficile spostarsi nel capoluogo siciliano. Cambiando maglia e che maglia, vista la rivalità accesa tra i due club. A metà dicembre c'è il derby e per il difensore, ex del Catania, sarà un’occasione particolare.

Silvestre si è espresso cosi: “E’ una cosa strana perchè è la prima volta che mi succede di giocare contro una mia ex. A Catania ho dato tanto ed ho fatto molto bene, se sono cresciuto lo devo a quell’ambiente. Ringrazio dell’affetto che ho ricevuto e mantengo tanti amici, non solo fra gli ex compagni ma anche gente comune”.

Il suo presente è in maglia rosanero, con il Palermo di mister Mangia. Per Silvestre è un grande allenatore: "Sul piano caratteriale mi ricorda proprio Mihajlovic e Simeone nonostante la giovane età. Non è solo un motivatore, le sue indicazioni tattiche sono precise. Sa caricare la squadra e metterla bene in campo".

Nel futuro c’è, però, un sogno nel cassetto: indossare la maglia azzurra. Per il difensore palermitano sembra questa la priorità: “Dico la verità, la chiamata me l’aspetto. Per quello che ho fatto negli ultimi anni penso di meritarmi una chance".