El Ruso Perez tra tackle e sogni europei: "Il Bologna somiglia all'Uruguay dei Mondiali, un passo alla volta... "

Intervista al centrocampista uruguaiano dei felsinei.
A Bologna ci hanno messo poco ad amarlo, grazie alla sua grinta, alla sua tenacia, alla sua combattività: Diego Perez è diventato ben presto uno degli idoli della tifoseria rossoblù ed è uno dei pilastri della squadra di Malesani, tra le grandi rivelazioni del campionato. E pensare che questa estate era stato vicinissimo al Palermo e anche il Genoa si era messo sulle sue tracce: "Ho deciso insieme a Paco Casal, il mio agente - racconta l'uruguaiano al 'Corriere dello Sport' - Conosce benissimo l’Ita­lia e sa cosa era meglio per me. Il Bologna però mi ha voluto fin dall’inizio, e sapere di questa fiducia per me è stato importante".

El Ruso così è diventato un beniamino a Bologna: "E’ stata mia mamma, Stella, a darmi il so­prannome. Da bambino avevo la pelle bianca, quando correvo diventavo rosso. Sem­bri un russo, mi disse un giorno mia mam­ma. Russo, Ruso, il soprannome è nato lì".

Perez è solo uno dei tanti uruguaiani che stanno facendo faville sotto le Due Torri: "Ramirez è fortissimo, non è normale quello che fatto fino ad adesso: in poco tempo si è già imposto. Britos presto verrà chiamato da Taba­rez, se lo merita e me lo auguro. Sarebbe bello esserci tutti e tre in Coppa America. Gimenez? Ha tanta qualità, se non è esploso ancora dipende dalle stagio­ni".

Il mediano uruguaiano spera ora di ripetere con il Bologna la marcia trionfale compiuta con la Celeste al Mondiale: "Il Sudafrica mi ha insegnato che tutto è possibile. Chi puntava sull’Uruguay? Nessuno, ep­pure siamo arrivati alla fine. Questo Bologna somiglia al mio Uru­guay, siamo umili, nessuno ci considerava, eppure siamo qua. L'Europa? Un passo alla volta, come l’Uruguay ai Mondiali... "