L'articolo 17 comma 8 è chiarissimo e sembra lasciare poche speranze all'Inter: sarebbe DODICESIMA, a pari merito con gli amici laziali...

Il deferimento per il caso Milito-Motta potrebbe portare a conseguenze clamorose.
I tifosi dell'Inter tremano al pensiero delle possibili conseguenze del deferimento di Massimo Moratti - e per responsabilità oggettiva della società nerazzurra - in seguito ai rapporti con l'inibito Preziosi nella definizione dell'operazione Motta-Milito con il Genoa.

Il 'Corriere dello Sport' ipotizza come male minore - ed a questo punto auspicato - una squalifica non inferiore a tre mesi per il presidente ed un'ammenda per il club, ma paventa anche scenari ben più foschi, citando gli articoli del Codice di Giustizia Sportiva che riguardano la fattispecie in esame.

L'articolo 10 comma 1 recita che, qualora trattative di mercato siano condotte con un soggetto inibito, "gli atti (ovvero, i contratti), anche se conclusi, sono privi di effetto", e quindi Milito e Motta non avrebbero avuto alcun titolo per giocare nell'Inter. Ma è l'articolo 17 comma 8 che fa accapponare la pelle ai tifosi nerazzurri.

"Alla società che fa partecipare a ga­re calciatori ai quali, per effetto di irregolarità imputabile alla stessa società, la Figc abbia successivamente revocato il tesseramento, è applicata la penalizzazione di un punto in classifica per ciascuna gara cui abbiamo partecipato i predetti calciatori".

Il calcolo è presto fatto, visto che ricadrebbero nel dettato della norma ben 36 partite su 38 (i due giocatori erano entrambi assenti all'ottava giornata, Genoa-Inter 0-5, e alla nona, Inter- Catania 2-1): con 36 punti in meno l'Inter rotolerebbe al 12simo posto in classifica, a pari merito con la Lazio.

Strano destino per chi ha ricevuto il caldo tifo proprio dei sostenitori biancocelesti...