Si scomodano paragoni illustri per i baby del Bari: "Ranocchia-Bonucci come BARESI-COSTACURTA"

Perinetti elogia la coppia centrale: "Ranocchia colpisce di più perché è più tecnico ed elegante. Ma Bo­nucci è l’altra faccia della medaglia, la faccia cattiva".

Qual è ad oggi la miglior coppia centrale della Serie A? Con buona pace di Lucio-Samuel e Nesta-Thiago Silva, a strappare la maggiore dose di applausi finora è stato l'inaspettato duo composto da Andrea Ranocchia e Leonardo Bonucci.

21 anni l'uno, 22 l'altro, i centrali del Bari sono una piacevole intuizione di Giampiero Ventura, come ammette il ds Perinetti: "Appe­na è arrivato Ventura mi ha detto: io gioco con Ranoc­chia e Bonucci - rivela al Corriere dello Sport il dirigente biancorosso - Come società abbiamo accet­tato questo progetto che sembrava rischioso, ci siamo limitati a coprirci un po’ le spalle con l’ingaggio di Diamoutene".

"Lo scorso anno il nostro tecnico sedeva sulla panchina del Pisa - racconta Perinetti - Nella partita che gio­cammo contro i toscani, Esposito si infortu­nò e il suo posto fu preso da Ranocchia. Sem­pre a Pisa, vide all’opera Bonucci. Quando si sono create le condizioni per portarlo a Bari, il tecnico ci ha detto senza esitazione: pren­detelo.

Ranocchia invece è al Bari già dallo scorso anno: "Andai a vedere una partita della Primave­ra, Arezzo-Siena. In realtà, dovevo seguire Tudor che si stava riprendendo da un infor­tunio. Ma vidi con l’Arezzo questo ragazzo che non aveva alcuna paura a contrastare Tudor sulle palle alte. Conte lo aveva avuto in Toscana e quando gli proposi di chiedere il suo prestito al Genoa, ci diede il via libera".

Entrambi legati al Genoa (Ranocchia è in prestito, Bonucci in comproprietà), grazie alle belle prestazioni offerte sin qui stanno guadagnando le luci della ribalta, arrivando a scomodare anche paragoni illustri: "Ranocchia colpisce di più perché è più tecnico ed elegante. Ma Bo­nucci è l’altra faccia della medaglia, la faccia cattiva - afferma Perinetti Per la sicurezza, l’autorevolezza con cui si muovo­no in qualche misura ricordano Baresi e Co­stacurta. Sia chiaro, le caratteristiche sono diverse e quei due si collocano su un piano decisamente più alto. Ma per padronanza del ruolo, li ricordano. Poi dovranno confer­marsi, partita dopo partita".