Mancini benedice il suo erede: "Cassano e Pazzini come me e Vialli, vent'anni dopo"

L'ex tecnico dell'Inter interviene al centenario del Bologna e confessa: "Che emozione la Samp lì in alto".

Come prima, più di prima. Vent'anni dopo, la Sampdoria è di nuovo in vetta. Di nuovo le cene nella pizzeria di Quinto dove andava quella scudettata, di nuovo una piazza che sogna, di nuovo un porto di mare più che mai vicino al cielo.

Cassano e Pazzini come Vialli e Mancini, dicevano tutti. Troppo presto per parlare, ribattevano i più. Ma ora è proprio uno dei due gemelli del goal, a consacrarli. E' Roberto Mancini, che fa capolino alla festa per il centenario del Bologna e confessa: "Che gioia la Sampdoria di nuovo lì in alto".

Sulla coppia d'oro Cassano-Pazzini, ha invece detto alla 'Gazzetta dello Sport': "Non è impossibile il parallelo tra me e Vialli e la cop­pia Pazzini-Cassano. Si tratta però di epoche e mondi molto diversi, così come loro sono giocatori diversi, ma è una bella favola che si ripete vent'anni dopo".

Poi, un'occhio alla serie A. "Leonardo? Lasciamolo lavorare. Donadoni? Io a Napoli? No. Roberto è bravo, deve lavorare in pace".