Balotelli vuole stregare Lippi: «Sono al 10% delle mie possibilità»

Il c.t. lo farà tenere d’occhio all’«Eurobaby». E se in Svezia supererà l’«esame in condotta», Lippi potrebbe chiamarlo già settembre.
Chia­matelo piccolo Ibra. Sì, Mario Balotelli ha molto del Genio di Malmoe. Gli assomiglia per ca­ratteristiche tecniche, per fan­tasia e imprevedibilità, per quel carattere un po’ così e per il fatto che non passa stagione senza che porti a casa qualcosa di importante, molto importan­te. Diciannove anni ancora da compiere, il baby prodigio ne­razzurro è a un passo dal suo secondo scudetto consecutivo, ma già da Primavera non la­sciava nulla per strada: scudet­tino 2007 e Viareggio 2008 por­tano, indelebile, la sua firma.

«Sono solo al dieci per cento delle mie possibili­tà», ci aveva detto un paio di settimane fa, prima di Inter-La­zio. Una chiacchierata informa­le, una serie di propositi pieni di entusiasmo, l’ammissione di andare spesso sopra le righe («ma vi garantisco che di pro­vocazioni ne subisco anch’io, eccome»), un solo chiodo fis­so: la maglia azzurra, quella del gruppo Lippi, la caccia a uno dei ventitré passaporti per il Sudafrica. Gli occhi di Mario si illuminano quando gli parli di Nazionale. «Mi dona l’azzur­ro, vero? E con la divisa bianca è ancora meglio...», se la ride. Buon per Casiraghi, perché Ma­rio è motivatissimo e sa che il suo futuro nel club Italia passa per un Europeo under 21 da protagonista.

Con l’Inter sta dimostrando duttilità tatti­ca e predisposizione al sacrifi­cio: non ha mai amato giocare lontano dalla porta avversaria (anche se di recente ha spiega­to che da esterno ha comun­que più libertà di puntare l’uo­mo), ma per Mourinho e Lippi ha sposato con entusiasmo la nuova avventura sulla fascia. E già oggi è forse la punta ester­na italiana più forte. Con l’Un­der 21, da metà giugno in Sve­zia, dovrà invece strappare un bel «dieci» in condotta: condi­cio sine qua non all’università di Marcello Lippi...

Fonte: Gazzetta dello Sport